58 malattie in cerca di vaccino, gli studi sono attivi solo su 26

Il momento della vaccinazione (Getty Images)
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Il rapporto elaborato dall'Ong olandese Access to Medicine Foundation ha studiato il lavoro di 8 grandi aziende farmaceutiche, rivelando questo problema su 32 malattie che richiederebbero l'impegno delle Big Pharma

Sono ancora 32 le malattie per le quali la sanità internazionale ritiene necessario lo sviluppo di un vaccino, ma sulle quali le aziende farmaceutiche continuano a non sviluppare alcun tipo di ricerca. Si tratta di un vero e proprio ritardo nella prevenzione quello denunciato dall'edizione 2017 del “Access to Vaccines Index”, un rapporto elaborato dalla Ong olandese Access to Medicine Foundation (AMF), sulla diffusione della profilassi e il lavoro delle aziende alle chiamate globali per aumentare la copertura vaccinale.

 

Il rapporto – Nelle sue 102 pagine lo studio riporta le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui sarebbero 19.4 milioni i bambini in tutto il mondo ai quali non sono strati somministrati i vaccini di base. Fra questi ce ne sono 1.5 milioni, minori di cinque anni, che ogni anno muoiono a causa di malattie guaribili grazie alla profilassi. Lo studio della AMF ha esaminato l'attività di otto grandi aziende farmaceutiche internazionali, per poi analizzare sia i vaccini già sul mercato che quelli su cui attualmente è in corso un programma di ricerca e sviluppo. La ricerca si è poi concentrata sulle “big four”: GSK, Sanofi, Johnson & Johnson e Merck, che hanno il fatturato maggiore, e sul Serum Institute of India, specializzato in versioni 'low cost' e che ha il maggior numero di vendita con oltre 1,4 miliardi di dosi l'anno. Lo studio ha evidenziato come nella lista prioritaria diramata dall'Oms sulle malattie che necessitano di una cura vaccinale, 26 patologie siano prese in considerazione e sono attualmente in fase di ricerca, mentre sue altre 32 tutte le aziende hanno rinunciato a cercare un antidoto valido. Fra le prime ci sono Dengue, malaria e streptococco, mentre l'elenco di quelle 'orfane' conta patologie gravi come Sars, Citomegalovirus e Leishmaniosi.

 

Il libro bianco in Italia – Intanto in Italia è stata pubblicata un'opera che promette di abbattere paure, paranoie e leggende metropolitane sui vaccini. Si tratta di “I vaccini e le vaccinazioni”, il Libro Bianco della società italiana di farmacologia che punta a ristabilire la verità, dicono gli autori, su "una delle piu' grandi scoperte mediche mai fatte dall'uomo" e grazie alla quale milioni di vite sono state salvate negli ultimi decenni. L'opera, approvata dall'Istituto Superiore di Sanità e dalle maggiori società scientifiche italiane, analizza i dati medici sulla diffusione e l'uso in Italia dei vaccini considerati "una scoperta tanto importante per l'aumento di speranza e qualità di vita quanto l'accesso all'acqua potabile". Secondo i dati diffusi in Italia le malattie per le quali sono state condotte vaccinazioni di massa o universali nell'infanzia sono pressoché eliminate (Poliomielite, Difterite) o ridotte a un'incidenza molto bassa (Tetano, Epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b). Per altre malattie, tipiche dell'infanzia, si è pervenuti a una veloce e costante diminuzione dell'incidenza grazie all'aumento delle coperture vaccinali (Pertosse, Morbillo, Rosolia, Parotite). "Purtroppo - riporta ancora il documento SIF - va segnalato che negli ultimi anni si è assistito a un progressivo calo delle coperture vaccinali, sia nazionali che regionali, per singola malattia prevenibile”. Colpa anche, secondo la SIF, del "troppo caos informativo", con "bufale di vario genere che si diffondono su Internet e Social-Media creando un clima di paranoia ingiustificato e nocivo, basato sul passa-parola, convinzioni personali e collettive".

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