Dall'India nuove speranze per la cura del mieloma

Il mieloma multiplo è un tumore che attacca il sistema immunitatio e che colpisce circa 5 mila persone ogni anno in Italia (Getty Images)
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Una classe di anticorpi ha ottenuto risultati positivi in pazienti affetti da questo tumore. È quanto emerge dagli studi presentati all’International Myeloma Workshop in corso a Nuova Delhi

E' capace di mobilitare il sistema immunitario contro il cancro e attaccare direttamente le cellule tumorali. Si tratta di una nuova classe di anticorpi che ha ottenuto risultati confortanti nel trattamento dei pazienti affetti da mieloma multiplo, una forma tumorale che colpisce le plasmacellule, una delle componenti più importanti del sistema immunitario, adibita alla produzione di anticorpi. È quanto emerge dall’International Myeloma Workshop di Nuova Delhi. Gli esperti hanno sottolineato che i risultati riscontrati sui pazienti trattati non sono mai stati raggiunti fino ad ora.

 

Il mieloma multiplo – Questa patologia è una forma tumorale molto rara che in Italia colpisce circa cinquemila persone ogni anno. Si sviluppa in una nicchia del midollo osseo e colpisce le plasmacellule, la parte del sistema immunitario che produce anticorpi. È capace di bloccare la reazione immunitaria dell’organismo grazie ad una sostanza che lo rende invisibile. “Questo tumore – spiega il professor Fabio Malavasi dell’Università di Torino – è un signore molto astuto. Cresce dentro l’osso e lo divora: in pratica si è costruito nel tempo una strategia di sopravvivenza molto sottile e inattaccabile”.

 

Il primo anticorpo anti-tumorale – Il primo farmaco creato a partire da una nuova classe di anticorpi monoclonali, cioè generati da un solo tipo di cellula immunitaria e finalizzato a combattere il mieloma multiplo si chiama “daratumumab” ed è stato sviluppato dalla casa farmaceutica Janssen . I suoi risultati su pazienti difficili da trattare perché resistenti ai farmaci finora sviluppati sono stati incoraggianti. Il daratumumab, somministrato in monoterapia, cioè da solo, ha prolungato la vita delle persone trattate di tre, quattro volte. I farmaci disponibili sinora, invece, comportavano un’aspettativa di vita di pochi mesi. Il farmaco, che è in fase di approvazione in Italia, ha già ricevuto il via libera dalla Commissione europea per il trattamento del mieloma multiplo recidivato refrattario. La decisione è arrivata anche in virtù dei buoni risultati presentati negli studi pubblicati sulla rivista “Lancet” e sul “New England Journal of Medicine”, in cui il daratumubab è stato somministrato in abbinamento con altri farmaci dando come risultato un significativo aumento dell’aspettativa di vita.

 

Un “killer buono” – Il daratumubab è il primo della classe degli anticorpi monoclonali che si è dimostrato capace di unire all’azione immunitaria anche un’azione diretta che porta alla morte delle cellule tumorali. “Si tratta – ha commentato Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen Italia, parlando del farmaco – di un ‘killer buono’ che uccide solo le cellule cattive e consente ai pazienti un aumento di aspettativa e qualità̀ di vita, impensabile fino a ieri”.

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