Mappato il Dna della quinoa con l'idea di nutrire il mondo

Un campo di quinoa in Bolivia (Getty Images)
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Sfamare il pianeta potrebbe diventare più facile manipolando i geni chiave di questa pianta imparentata con gli spinaci ma assimilabile ai cereali

Il Dna della quinoa non ha praticamente più segreti: la mappatura dei geni di questa pianta apre le porte alla diffusione commerciale di quello che potrebbe essere l'alimento del futuro per l'alto potere nutritivo e le sostanze antiossidanti e antiinfiammatorie che contiene. Un consorzio internazionale di ricerca che ha coinvolto 33 esperti, capitanati dall'Università di Scienze e Tecnologia Re Abdullah in Arabia Saudita è riuscito nella lettura del patrimonio genetico di questa pianta imparentata con gli spinaci, ma dai cui semi si può ricavare una farina che può essere una valida alternativa a quella realizzata con i cereali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nature.  

 

Le proprietà della quinoa - Originaria della Ande e da secoli dagli Inca, la quinoa è chiamata “falso cereale” per la sua duttilità ed è caratterizzata da una grande adattabilità rispetto agli ambienti estremi. Secondo gli esperti di alimentazione potrebbe contribuire a risolvere il problema della fame nel mondo perché è molto nutriente, ma non contiene glutine ed è ricca di aminoacidi, fibre, vitamine e minerali. Inoltre, ha un indice glicemico più basso di altri cereali, cosa che farebbe preferire la farina di quinoa ai suoi corrispettivi tradizionali. Questa pianta vive bene fino a 4mila metri di altitudine, in condizioni dove altri vegetali difficilmente sopravvivono. Il consumo della quinoa però resta ancora marginale rispetto a quello di grano, riso, avena o mais: si calcola che sia di circa 100mila tonnellate l'anno in tutto il mondo, contro centinaia di milioni per ciascuno degli altri cereali.

 

I segreti del Dna – La lettura del suo patrimonio genetico è stata eseguita per la prima volta in alta definizione e ha portato all'identificazione alcuni geni chiave che potrebbero essere manipolati per migliorare le coltivazioni della pianta aumentandone la diffusione commerciale. Uno dei principali inconvenienti della quinoa che potrebbero essere corretti è il tipico sapore amaro dei suoi semi. “Questo gusto è dovuto all'accumulo di alcune sostanze chimiche naturali chiamate saponine", spiega Mark Tester, coordinatore del progetto di ricerca presso l'Università Kaust. "Abbiamo identificato uno dei geni che controllano la produzione di saponine e questo faciliterà la selezione di piante prive di queste sostanze e dunque con semi più dolci”. I ricercatori contano anche di identificare i geni che controllano le dimensioni della pianta, in modo da svilupparne di più corte e robuste: diventerebbe così più facile la coltivazione estensiva di esemplari capaci di reggere il peso di semi più grossi. “La quinoa è una pianta molto resistente, in grado di crescere ad altitudini elevate, in terreni poveri e salini – ha aggiunto Tester, sottolineando le caratteristiche gluten-free e il basso indice glicemico - potrebbe diventare una risorsa alimentare molto salutare per tutto il mondo, coltivata sfruttando terreni incolti e risorse idriche oggi inutilizzati. Il nostro nuovo genoma ci fa fare un passo avanti in questa direzione”.

 

 

 

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