Regno Unito, primo fallimento per un farmaco contro la malaria

Larve della zanzara che trasmette la malaria (Getty Images)
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La normale terapia antimalarica si è rivelata inefficace in quattro pazienti britannici contagiati in Africa. L'allarme della London School of Hygiene and Tropical Medicine: “La resistenza del parassita sta evolvendo”

Uno dei farmaci utilizzati normalmente contro la malaria ha fallito per la prima volta nel suo scopo. È successo nel Regno Unito, dove quattro pazienti sono stati costretti a ricorrere a una terapia alternativa in quanto la normale profilassi si è rivelata inutile. Lo sostiene una ricerca pubblicata nel sito della Società americana di microbiologia e intitolata "Antimicrobial agents and chemotherapy".

Segnali di resistenza ai farmaci – I quattro pazienti, che avevano contratto la malattia durante un viaggio in Africa, sono guariti. Ma la London School of Hygiene and Tropical Medicine lancia l'allarme: i pazienti sono stati infatti infettati da nuovi ceppi del parassita della malaria, il Plasmodium falciparum, che "hanno manifestato i primi segnali di resistenza ai farmaci" e, in particolare, all'artemether-lumefantrine, quello utilizzato dai medici britannici.

Cosa non ha funzionato? – Trattati con questa combinazione di farmaci, inizialmente tutti e quattro i pazienti avevano risposto in maniera positiva ed erano stati dimessi. Un mese più tardi, però, erano stati costretti a un nuovo ricovero per il ritorno dell'infezione. Sottoposti ad altre terapie, come detto, sono poi guariti. L'analisi dei parassiti ha però suggerito che questi stanno sviluppando un modo di resistere agli effetti dei farmaci di prima linea.

I nuovi ceppi sono una minaccia – "La resistenza ai farmaci – spiega il dottor Colin Sutherland, che ha curato la ricerca – è una delle più grandi minacce e sta già iniziando a verificarsi in ceppi di parassiti nel Sud-est asiatico". Per questo motivo è stata chiesta "una valutazione urgente dei livelli di farmaco-resistenza anche in Africa".

Cos'è la malaria? – La malaria è un'infezione causata dal Plasmodium molto comune nelle zone tropicali, ma che può essere letale. A iniettare il parassita nel corpo è la puntura di una particolare zanzara, la Anopheles. Questa malattia colpisce fra i 300 e i 500 milioni di persone l'anno e, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, quasi la metà della popolazione del pianeta è a rischio di contrarla. Nel 2015 la malaria ha fatto circa 430mila morti, la maggior parte dei quali in Africa, dove è la causa di un quinto dei decessi infantili.

Il vaccino Ogm – Intanto, è stato testato per la prima volta sull'uomo un vaccino contro la malaria che sta dando risultati definiti “promettenti”, secondo un articolo pubblicato dalla rivista “Science Translational Medicine”. Il vaccino, ottenuto modificando geneticamente il Plasmodium ed eliminando così i geni che permettono il suo ingresso nel fegato, è stato inoculato in dieci volontari senza causare la malattia e senza effetti collaterali.

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