L'elisir di lunga vita è a tavola: stare a dieta fa vivere di più

Verdure cotte e crude con cialdine di mais (Fotogramma)
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Una ricerca condotta sui macachi dimostra come una ridotta assunzione di calorie regali tre anni in più di vita, equivalenti a nove anni per gli uomini

Mettersi a dieta in modo perenne può essere faticoso, ma allunga la vita. Un'equipe di scienziati ha scoperto con una ricerca sui macachi che un regime alimentare rigoroso favoisce la longevità: la restrizione calorica a cui le scimmie sono state sottoposte, ha infatti prodotto un allungamento della loro vita di circa 3 anni in più rispetto al normale: un lasso di tempo che negli uomini equivarrebbe a 9 anni. I risultati dell'esperimento, guidato da Julie A. Mattison del National Institute on Aging (NIA), sono stati pubblicati su Nature.

 

Una dieta non per tutti - La dieta perenne si basa sulla restrizione calorica dei pasti. Si tratta di un regime alimentare impegnativo, che prevede la programmazione di ogni piatto. Può anche avere degli effetti collaterali come il calo della libido e una lieve ipotermia. Una dieta così rigorosa potrebbe non essere valida per tutti, ma capire i meccanismi dietro ogni beneficio prodotto dalla limitazione delle calorie potrebbe portare un giorno a un trattamento anti invecchiamento: questo è l'obiettivo del lungo trial condotto da Mattison nel centro NIA di Baltimora. Come riporta New Scientist, "l'obiettivo è migliorare la salute umana".

 

Risultati contrastanti - Diverse ricerche hanno evidenziato come la restrizione calorica estenda la durata della vita per vari esseri viventi. Risultati positivi sono stati osservati su lievito, vermi, mosche e topi, ma non è ancora chiaro se l'approccio possa davvero rendere più longevi animali a lunga vita come l'uomo. Due studi precedenti condotti dalla stessa equipe sulla restrizione calorica nei macachi, che vivono circa 26 anni in cattività, avevano infatti prodotto risultati contrastanti. Un gruppo osservato all'Università americana del Wisconsin sembrava mostrare segni di maggiore longevità rispetto al gruppo di controllo; tra i due gruppi esaminati al Nia non venivano invece rilevate differenze degne di nota sull'allungamento della vita.

 

Conflitto risolto - Le squadre di ricerca hanno poi confrontato i risultati più recenti di tutti i gruppi osservati e hanno concluso che il trial con i risultati positivi è quello affidabile. Nonostante ciò, anche il gruppo che non aveva mostrato in media alcun miglioramento ha portato risultati apprezzabili: quattro fra le scimmie che hanno iniziato la restrizione calorica da adulte hanno vissuto per più di 40 anni, battendo ogni record.

 

Conseguenze della dieta perenne - Come osserva Luigi Fontana dell'Università di Brescia, intervistato da New Scientist, la restrizione calorica favorisce la diminuzione del rischio di sviluppare malattie cardiache e tumori. C'è chi porta avanti questo regime alimentare da 24 anni e lo consiglia, nonostante i risultati prodotti dall'esperimento sui macachi siano deludenti rispetto per esempio a quelli sui topi, la cui vita si è allungata del 50%. Si tratta di Brian Delaney, presidente della Calorie Restriction Society e ormai abituato all'assunzione ridotta di calorie: "Ne vale la pena? Io ho scelto di farlo, ma sono talmente abituato alla dieta che in realtà non è più molto difficile seguirla”.

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