Niente Tac entro 60 giorni? Si va dal privato e si paga solo il ticket

Strumentazione per la Tac fotografata nella clinica privata San Camillo di Milano (Fotogramma)
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Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa. In alcuni casi, il Sistema sanitario nazionale può, e deve, autorizzare il paziente a recarsi in strutture non pubbliche senza ulteriori oneri

Le liste d'attesa per un esame medico in Italia possono avere una lunghezza scoraggiante. La conseguenza di queste attese spesso incongruenti con l'urgenza diagnostica, spingono le persone a rivolgersi a studi privati per sostenere gli stessi esami ma a pagamento. Come evidenzia la rivista giuridica Studio Cataldi, in Italia esiste un Piano nazionale di governo delle liste d'attesa in cui, oltre alle priorità e ai tempi massimi per l'erogazione degli esami, è previsto anche il diritto - qualora i tempi non vengano rispettati - di recarsi dal medico privatamente, pagando solo il prezzo del ticket.

 

Cosa prevede il Piano nazionale - Il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa è stato elaborato dal Governo, di intesa con le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. In questo documento sono state stabilite le priorità e i tempi massimi entro i quali il Sistema sanitario nazionale è tenuto a effettuare gli esami, le visite specialistiche, i ricoveri ospedalieri e gli interventi chirurgici. In questo modo è possibile garantire il diritto fondamentale alla salute del cittadino, previsto dall'articolo 32 della Costituzione.

 

Le priorità temporali per la richiesta - Il Piano stabilisce quattro priorità temporali, che il medico che prescrive la richiesta per la prestazione deve indicare nell'impegnativa, utilizzando le lettere U, B, D e P. La lettera "U" dà diritto a una prestazione d'urgenza da erogare entro 72 ore. Condizione necessaria all'ottenimento del servizio è la prenotazione: bisogna richiedere la prestazione entro 48 ore dalla data della prescrizione medica. La lettera B classifica gli esami da fornire entro 10 giorni. La lettera D indica prestazioni di carattere differibile, di prima diagnosi: possono essere erogate entro 30 giorni (visite) o entro 60 giorni (esami strumentali). Infine, la lettera P indica le prestrazioni programmate, da ricevere entro massimo 180 giorni.

 

Esami, visite e tempi garantiti - Il Piano ha anche individuato 58 prestazioni tra quelle offerte dal Sistema sanitario nazionale, il cui tempo massimo d'attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta. Si riferiscono per lo più agli esami strumentali (tra cui la Tac), da erogare quindi entro 60 giorni. Tra le prestazioni con tempi di attesa garantiti, ci sono alcuni tipi di visite specialistiche (da erogare entro 30 giorni). Tra queste troviamo i consulti cardiologici, oculistici, neurologici, ortopedici. Anche la colonscopia, la spirometria e l'esame del fondo oculare sono esami specialistici per cui il Sistema sanitario nazionale deve garantire l'erogazione entro 60 giorni al 90% dei richiedenti. Se i tempi non vengono rispettati, il cittadino ha diritto di andare da un medico privato, pagando solo il prezzo del ticket.

 

Un decreto per i tempi massimi - Prima del Piano nazionale, il Decreto legislativo n. 124/1998 all'articolo 3 prevedeva l'obbligo per i direttori generali delle aziende sanitarie locali e ospedaliere di determinare i tempi massimi che possono intercorrere tra la data di richiesta di una prestazione e l'effettiva erogazione. Lo stesso decreto contempla la possibilità, qualora i tempi di attesa si prolunghino, di recarsi da un privato o di richiedere che la prestazione venga erogata in intramoenia, senza alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket.

 

Come richiedere la prestazione - La domanda per ottenere la stessa prestazione privatamente, al solo costo del ticket va presentata in carta semplice al direttore generale dell'Azienda sanitaria locale di appartenenza. Qui vanno indicati i propri dati personali e riferimenti temporali che giustificano la domanda, con adeguata documentazione. Va inoltre evidenziato che il Sistema sanitario non ha evaso la richiesta entro i termini massimi prescritti dal Piano nazionale. Avuta la risposta, non resterà quindi che recarsi presso la struttura privata per eseguire l'esame.

 

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