Cannella, proprietà e benefici di una spezia dalla storia millenaria

La cannella è conosciuta e apprezzata sin dai tempi antichi (Getty Images)
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Questa pianta aromatica, conosciuta già dagli antichi Egizi, può rivelarsi un'ottima alleata contro alcune malattie. Ma è importante evitare il consumo eccessivo

Ottima tanto nelle bevande quanto in ricette tradizionali come lo strudel di mele, la cannella si caretterizza per il gusto particolare e per le sue numerose proprietà benefiche. Ma è importante non esagerare nel consumo superando le dosi consigliate.

 

Varietà e proprietà della cannella

Le varietà principali di cannella sono due. Quella originaria di Ceylon (Cinnamomum verum), nota come cannella “vera” o “regina”, che è anche quella più aromatica e cara; e la cannella cinese (Cinnamomum aromaticum) meno pregiata e più comune.   

 

Virtù conosciute da millenni

La cannella può vantare una storia millenaria. Già conosciuta dagli antichi Egizi nel secondo millennio avanti Cristo, a causa del suo costo e delle sue proprietà benefiche (si riteneva avesse proprietà curative) veniva considerata un bene di lusso. In Cina, terra originaria della varietà più comune, invece, veniva consumata già nel 1700 a.C.. In Occidente il traffico delle costosissime spezie orientali, tra cui proprio la cannella, fece la fortuna delle Repubbliche marinare, Venezia in primis. Successivamente, il dominio europeo sull'isola di Ceylon (attuale Sri Lanka) - ancora oggi tra i principali produttori di cannella - ne favorì ulteriormente l'arrivo sulle nostre tavole. Ma tracce della cannella si possono rinvenire anche nella Bibbia, nel Libro dell'Esodo: compare infatti tra le sostanze aromatiche con le quali Mosé consacrò un tempio, su richiesta di Dio.

 

Potenziali benefici contro diabete e Alzheimer

Secondo uno studio pubblicato su "Diabetics care", la cannella avrebbe un influsso benefico sui livelli di glucosio e lipidi nel sangue. Gli autori della ricerca hanno infatti calcolato che 6 grammi al giorno di questa spezia ridurrebbero "la glicemia, i trigliceridi e il livello del colesterolo (sia Ldl che totale) negli individui affetti da diabete di tipo due", con la conseguente riduzione dei rischi di incorrere in malattie cardiovascolari. Gli effetti potenzialmente benefici sulla cura dell'Azheimer, invece, sono stati analizzati dai ricercatori dell'Università di Tel Aviv (Israele) in uno studio pubblicati su "Plos one". Alla prova dei fatti, la somministrazione della cannella sugli animali avrebbe rallentato significativamente il decorso della malattia.

Alleata contro i cibi grassi

La cannella può inoltre rivelarsi anche un'ottima alleata a tavola, di fronte a cibi ricchi di grassi. Nota di particolare interesse, considerando i cenoni e gli abbondanti pasti delle festività natalizie. Secondo uno studio pubblicato sul "Journal of nutrition", infatti, l'aggiunta di spezie (fra cui la cannella) a un pasto molto grasso ridurrebbe il livello di trigliceridi nel sangue, abbassandoli quasi del 30% rispetto allo stesso pasto non speziato.  

 

Le controindicazioni

Come al solito, però, è bene non eccedere. Nonostante i preziosi benefici, un consumo eccessivo di cannella potrebbe provocare danni al fegato, specie nei soggetti più sensibili. Causa di queste controindicazioni sarebbe una sostanza, la cumarina, contenuta soprattutto nella cannella cinese, quella più comune. Uno studio norvegese pubblicato su "Food and chemical toxicology" nel 2012, ha infatti stabilito che la dose giornaliera tollerabile di cumarina sarebbe di 0,07 milligrammi per chilo di peso dell'individuo. Chi è di costituzione minuta, perciò, è meglio che si tenga al di sotto del cucchiaino da tè al giorno.

 

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