Chi si diverte da anziano ha maggiori possibilità di vivere di più

Alla ricerca dell'University College di Londra hanno preso parte 9365 persone di età uguale o superiore ai 50 anni (Getty images)
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Secondo una ricerca, ci sarebbe una correlazione fra attività piacevoli in tarda età e una mortalità più bassa

Divertirsi in età avanzata aiuta ad aumentare l’aspettativa di vita, secondo uno studio dell’University College di Londra, pubblicato martedì 13 dicembre dal British Medical Journal.

 

I più attivi vivono di più - Lo studio inglese ha preso in considerazione 9365 fra uomini e donne di 50 anni o più, che erano già compresi in un programma di studio nazionale sulla terza età. I partecipanti sono stati sottoposti ad un questionario per due volte, nel 2002 e nel 2006: le domande riguardavano il livello di divertimento e di piacere che caratterizzava la loro vita da anziani. Questi dati sono stai poi incrociati con quelli relativi alla mortalità del campione prescelto, aggiornata al 2013. I risultati hanno evidenziato che l'alto livello di divertimento è correlato a una vita più lunga: in media morivano prima più persone fra quelle che conducevano una vita che giudicavano noiosa rispetto a quelle che ritenevano la loro vecchiaia piacevole.


Livelli di divertimento - Nello specifico, ai partecipanti erano rivolte quattro domande: "Ti piacciono le cose che fai?"; "Ti piace stare in compagnia di altre persone?"; "Tutto sommato, guardi alla tua vita con un senso di felicità?" e "Ti senti pieno di energia in questi giorni?". Alle domande era possibile rispondere in 4 modi: chi rispondeva "qualche volta" o "spesso" veniva classificato come persona con "un alto livello di divertimento", al contrario di coloro che rispondevano con le altre due opzioni a disposizione, "mai" o "raramente". In totale, il 34% degli intervistati ha ottenuto tre "alti livelli di divertimento" su quattro, il 22% due, il 20% uno e il 24% ha risposto scegliendo le opzioni negative a tutte le domande: dai sondaggi è risultato tra l’altro che fra gli anziani le donne si divertono più degli uomini, le persone sposate più dei single e chi ha un’istruzione superiore più di chi non la possiede. Confrontando i dati sul divertimento con quelli sulla mortalità (1310 persone sono morte prima della fine dello studio), è poi risultato che il rischio di mortalità per qualunque causa è del 17% in meno per chi ha due "alti livelli di divertimento" rispetto a chi non ne ha nessuno e del 24% in meno per chi ne ha dichiarati tre.

Studio di osservazione - I ricercatori dell'University College precisano però che si tratta di uno studio di osservazione, che richiede ulteriori approfondimenti per determinare relazioni causali fra livelli di divertimento e tasso di mortalità. Per ottenere risultati più affidabili, comunque, il team di ricerca ha anche scremato i decessi avvenuti a meno di due anni dai sondaggi, per evitare che malattie o stati di salute negativi influissero sulla percezione di divertimento delle persone, falsando di cosenguenza i dati: le percentuali non hanno però subito variazioni sensibili.

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