Nel mondo 400 milioni di persone senza accesso ai servizi essenziali

L'Africa ha solo il 3% degli operatori sanitari del mondo (Getty Images)
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Se ne discute in questi giorni a Ginevra in occasione della terza Giornata per la copertura sanitaria universale patrocinata dall'Oms. Particolarmente allarmante la situazione in Africa, dove lavora solamente il 3% degli operatori

Almeno 400 milioni di persone nel mondo non hanno accesso ad uno o più servizi sanitari essenziali. È questo il dato allarmante con il quale si è aperta la terza edizione della Giornata per la copertura sanitaria universale, in programma il 12 e 13 dicembre a Ginevra. L'evento, patrocinato dall'Organizzazione mondiale della sanità, si occuperà dello stato del diritto di accesso alle cure e ai servizi sanitari nel mondo.

 

I numeri dell'Oms – L'Organizzazione mondiale della sanità ha definito la copertura sanitaria universale come l'accesso ai servizi aperto a tutti, senza dover affrontare difficoltà di tipo economico. Ed è proprio su questo fronte che gli obiettivi prefissati dai vari Governi per il 2030 sembrerebbero, secondo l'Oms, più che mai. “Ogni anno – dice l'organizzazione - 100 milioni di persone sono spinte verso la povertà e 150 milioni alla catastrofe finanziaria a causa delle spese sanitarie pagate di tasca propria”. Non solo: “In media, il 32% della copertura sanitaria di ogni Paese arriva proprio dai pagamenti privati dei singoli cittadini”.

 

L'Universal health coverage day – Tra gli argomenti che si toccheranno a Ginevra ci sono anche le disuguaglianze relative ai livelli di salute nei i vari Paesi del mondo. Per approfondirli e seguire la loro evoluzione, l'Oms ha lanciato anche un nuovo portale in cui è possibile seguire l'avanzamento dei lavori di ogni Paese nel mondo verso l'obiettivo di una copertura sanitaria universale; e inoltre dei focus sui servizi e le informazioni da migliorare. Alcuni esempi? Nei Paesi poveri meno della metà dei bambini con sospetta polmonite riesce a ottenere una cura appropriata; dei circa 10,4 milioni di nuovi casi di tubercolosi nel 2015, solo 6,1 milioni sono stati diagnosticati e notificati alle autorità sanitarie.

 

Un mondo senza medici -  Un ultimo allarmante dato è quello sulla presenza del personale sanitario nelle varie zone del mondo. Per esempio in Africa, continente in cui si genera il 25 % delle malattie del mondo, lavora solo il 3% del totale degli operatori sanitari.  Il trend non coinvolge solo il continente più povero, ma riguarda circa il 44% degli Stati membri dell'Oms che dichiarano di avere meno di un medico ogni 1000 abitanti. E se in fondo alla lista troviamo la Liberia con 0,01 medici ogni 1000 abitanti. Non va meglio a paesi come Haiti (0,25), Afghanistan (0,26), Honduras (0,37), India (0,70). La colonna dei migliori è invece capeggiata dal Qatar con 7,7 medici ogni 1000 abitanti, seguito da Monaco (7,1), Cuba (6,7), San Marino (5,1). Primo dei grandi Paesi europei è la Spagna (4,9) alle spalle della quale si piazzano Austria (4,8), Grecia (4,3), Portogallo (4,1), Germania (3,8), Italia (3,7), Francia (3,1) e Regno Unito (2,8). ''I dati da soli non serviranno a salvare vite o prevenire malattie - ha commentato Margaret Chan, direttore generale dell'Oms - ma mostrano dove i Governi devono agire per rinforzare i loro sistemi sanitari e proteggere i loro cittadini dagli effetti potenzialmente devastanti dei costi delle cure sanitarie''.

 

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