L'amore rende più felici dei soldi. Almeno secondo uno studio inglese

Il campione analizzato dalla Lse è stato di 200mila persone (Getty Images)
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Per la London School of Economics i fattori sentimentali sono più importanti di quelli economici per il benessere mentale delle persone

Meglio trovare un fidanzato che ricevere un aumento di stipendio. L’amore e la salute mentale contano infatti più dei soldi per la felicità delle persone, almeno secondo uno studio della London School of Economics, che ha preso in considerazione le affermazioni di 200mila persone in tutto il mondo.

Le cause della felicità - Lo studio "Origins of happiness" è stato condotto da un team della London School of Economics e sarà presentato nell’ambito di una conferenza nell’ateneo londinese il 12 e 13 dicembre. Per arrivare alle conclusioni è stato impiegato un campione di 200mila persone provenienti da diversi Paesi del mondo, a cui è stato chiesto di attribuire un valore da 1 a 10 al cambiamento che un evento può imprimere nella loro sensazione di felicità. I risultati hanno evidenziato come non siano i fattori economici quelli più rilevanti per la soddisfazione delle persone: un raddoppio dello stipendio, ad esempio, alza di 0,2 punti in media il "livello di felicità" di un individuo, lo stesso risultato di un miglioramento nella propria educazione scolastica. Il fatto di avere un partner sentimentale, invece, fa aumentare la felicità di 0,6 punti, gli stessi che si perdono quando finisce una relazione sentimentale. In questo caso però è peggio perdere il lavoro che il partner, visto che la disoccupazione costa in media 0,7 punti di felicità. In generale, come si nota dalla tabella n.2 del report, i propri guadagni incidono per meno di 0,1 punto nella scala della felicità, mentre il proprio status sentimentale lo fa per 0,11 punti e la propria salute mentale per 0,19.

Salute mentale al primo posto - Se si analizzano singolarmente i diversi fattori, infatti, è proprio la salute mentale quello più importante per incrementare o ridurre il livello di felicità. La tabella n.3 del report pubblicato dalla Lse dimostra l’incisività dei disturbi mentali nella scala della felicità, ipotizzando che sia possibile l’eliminazione su larga scala dei motivi di infelicità delle persone. Ansia e depressione, se eliminate, ridurrebbero la percentuale delle persone infelici del 2%, un risultato migliore rispetto a quello della fine della disoccupazione, del miglioramento delle condizioni fisiche o dell’aumento delle entrate in denaro.

Welfare contro i disturbi psicologici - Che siano cause dell’infelicità o effetti derivanti da avvenimenti infelici, dunque, i disturbi mentali sono al centro dello studio della Lse. Secondo il leader del team, Richard Layard, "è necessario cambiare il nostro approccio alle priorità delle persone e il successo dei programmi governativi dovrebbe essere valutato con criteri di benessere soggettivi invece che su basi economiche". Se salute psico-fisica e relazioni sociali sono più importanti della propria situazione economica, come dimostra lo studio, i programmi statali devono concentrarsi non più (o non solo) sulla lotta alla povertà e alla disoccupazione, ma soprattutto sulle campagne contro l’alcolismo, la depressione e l’ansia, che compromettono la salute mentale di migliaia di cittadini.

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