Assonnati al volante? E' come guidare ubriachi

Il 21% degli incidenti mortali è legato alla sonnolenza del guidatore (Getty Images)
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Una ricerca della Foundation for Traffic Safety americana ha rivelato che i rischi per la sicurezza stradale aumentano drasticamente al di sotto delle 5 ore di sonno

Mettersi al volante avendo alle spalle solo dalle 4 alle 5 ore di sonno espone allo stesso rischio d'incidenti della guida in stato di ebbrezza, quando il guidatore è intorno al limite legalmente consentito. Lo ha calcolato uno studio della Foundation for Traffic Safety americana, basandosi su un campione di 4.571 sinistri avvenuti fra il 2005 e il 2007 e che hanno coinvolto 7.234 guidatori.

 

Riposo e sicurezza – Ricerche precedenti della medesima fondazione avevano già mostrato la rilevanza per la sicurezza stradale dei problemi legati al sonno: il 21% degli incidenti mortali, si era stimato, sono collegati alla sonnolenza del guidatore. Analizzando un ampio set di dati, la Foundation for Traffic Safety ha ora quantificato gli effetti che un riposo incompleto può avere sulla sicurezza. Rispetto a chi ha dormito almeno 7 ore nelle 24 precedenti alla guida, le probabilità d'incidente crescono di 1,3 volte per chi ha dormito solo 6-7 ore, di 1,9 volte con 5-6 ore di sonno, di 4.3 con 4-5 ore e, infine, di 11,5 volte se si dorme meno di 4 ore prima di mettersi al volante.

 

Il confronto con il rischio alcol – Il tasso d'incidenti associato a un riposo di 4-5 ore, si legge nello studio, è analogo a quello che lo stato americano attribuisce alla guida in stato di ebbrezza intorno al limite legale. Negli Usa la soglia è, generalmente, di 0,8 grammi di alcol per litro di sangue; in Italia, invece, il massimo consentito è 0,5 g/l. Di conseguenza, chi decide di mettersi al volante con meno di 4 ore di sonno rischia di provocare incidenti con probabilità assai maggiori di chi guida con un tasso alcolemico di 0,8 g/l. "Chi non riesce a mantenere un salutare ritmo del sonno”, ha commentato Jake Nelson, uno degli autori della ricerca, “può mettere se stessi o gli altri in grave rischio".  

 

Colpo di sonno – Le insidie di un sonno incompleto sono spesso inavvertibili. Secondo quanto scrive la fondazione, nella metà dei casi il colpo di sonno sopraggiunge senza che i sintomi tipici che lo precedono (difficoltà a tenere gli occhi aperti; a mantenere la corsia di marcia) si manifestino su chi sta guidando. Meglio, dunque, fermarsi almeno ogni due ore e avere al proprio fianco un passeggero sveglio con potersi dare il cambio. Pochi giorni fa un altro studio, curato dal dipartimento Scienze della Salute di Genova e pubblicato su Plos One, aveva messo in evidenza come i disturbi del sonno, come le apnee notturne, fossero collegati all'aumento del rischio-incidenti; incrementandoli, in alcuni casi, anche di quattro volte.

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