Gli sport non sono tutti uguali: ecco quelli che fanno vivere di più

Il badminton, sport tra i più benefici e particolarmente diffuso nei Paesi anglosassoni (Getty Images)
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Secondo una ricerca, non tutte le attività farebbero bene all'organismo allo stesso modo. Le discipline più efficaci? Tennis, nuoto e aerobica. Ma anche squash e badminton. In dubbio, invece, i benefici di corsa e ciclismo

Fare sport aiuta a migliorare la pressione sanguigna, a bilanciare il livello di zuccheri nel sangue e a tenerci in forma. Ma una ricerca condotta dall'Ukk institute di Tampere (Finlandia) e pubblicata nel "British journal of sports medicine" ha scoperto che, quando si parla di longevità, non tutti gli sport sarebbero uguali. Lo studio evidenzia che le persone che praticano tennis, nuoto e aerobica avrebbero quasi il 50% di probabilità in meno di morire per malattie cardiovascolari rispetto a chi non pratica attività sportive.

 

La ricerca - I ricercatori europei e australiani che hanno condotto lo studio per conto dell'Ukk hanno evidenziato che tutti gli sport fanno bene, ma non producono effetti equivalenti in termini di allungamento della vita. Al risultato si è giunti raccogliendo e studiando i dati relativi a 80mila abitanti di Inghilterra e Scozia. A queste persone è stato sottoposto un questionario che puntava a mettere in evidenza le attività fisiche svolte dagli intervistati tra il 1994 e il 2008. Ebbene, chi pratica sport con racchetta come il tennis o il badminton (assai diffuso nei Paesi anglosassoni) e chi fa nuoto o pratica aerobica mostrerebbe una significativa riduzione del rischio di subire gli effetti delle principali cause di morte – come le malattie cardiovascolari – durante il periodo di studio.

 

Sport che allungano la vita - In particolare, chi pratica sport come lo squash o il tennis avrebbe il 47% di probabilità in meno di morire a causa di patologie mortali durante il periodo di osservazione. La diminuzione del rischio per i nuotatori si attesterebbe attorno al 28%, mentre questo dato per i patiti di aerobica raggiungerebbe il 27%. Le cifre tengono conto anche di fattori esterni e precedenti all'attività fisica, come il fumo.

 

Corsa e ciclismo sopravvalutati? - A sorpresa, chi corre non avrebbe mostrato una riduzione di rischio della mortalità. Pekka Oja, direttore in pensione dell'Ukk institute for health promotion research in Finlandia e leader del team di studio, ha messo in evidenza che questo risultato potrebbe essere collegato all'età dei corridori. Al momento dello studio potrebbero essere troppo giovani per mostrare miglioramenti in termini di longevità collegabili all'attività fisica. Anche i benefici apportati dal ciclismo sarebbero minimi rispetto agli altri sport. La spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che molti degli intervistati hanno dichiarato di praticare questa attività a scopo ricreativo o per spostarsi in città, e non come vera e propria "disciplina". Fatto che, per loro natura, non avviene invece in altri sport come il tennis e il nuoto.  

 

Tutti gli sport fanno bene - Nelle conclusioni dello studio viene comunque specificato che le persone che fanno attività fisica vivono più a lungo rispetto alle persone che non fanno sport.  L'avvertenza mira a non favorire in maniera così esplicita un'attività rispetto a un'altra, come le conslusioni dello studio sembrerebbero invece suggerire: la passione e il puro piacere personale restano infatti i soli fattori determinanti nella scelta di una disciplina sportiva, anche perché garanzia di costanza nel tempo.

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