La povertà può avere effetti negativi sul sistema immunitario

(Getty Images)
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Secondo uno studio dell’Università di Emory (Usa), il solo stress cronico causato da uno status sociale di basso livello potrebbe danneggiare le difese di una persona anche senza la presenza di altri fattori di rischio

Una ricerca condotta sui macachi Rhesus dall’Università di Emory ad Atlanta (Georgia) e pubblicata sulla rivista "Science" avrebbe dimostrato che lo stato sociale è uno dei più forti indicatori di rischio di malattia e mortalità per l’uomo. Al contrario di quanto si possa pensare, però, non sarebbero lo scarso accesso a cure di qualità, alimentazione sana e corretti stili di vita a compromettere la salute delle persone, ma lo stress cronico causato da una condizione sociale disagiata.

 

Il test sulle scimmie – Lo stato sociale può dire molto sulla qualità della vita di un essere umano. E può essere un prezioso indicatore per comprendere lo sviluppo di eventuali malattie. Tale assunto sarebbe alla base delle ricerche condotte sui macachi Rhesus dall’Università di Emory che hanno utilizzato questi animali per comprendere le basi biologiche di una eventuale relazione tra condizione sociale e sistema immunitario. Durante gli esperimenti è stata modificata la posizione all’interno della scala sociale di un gruppo di macachi Rhesus femmina al fine di capire quali fossero gli effetti sulle funzioni immunitarie di queste scimmie. I risultati dei test avrebbero dimostrato che, non solo una relazione ci sarebbe, ma che la diseguaglianza sociale può avere conseguenze biologiche dirette sul buon funzionamento delle difese. Si tratta di una verifica importante perché lo studio dell'Università di Emory conferma la teoria già esposta nel 2012 dal Dipartimento di Medicina dell'Università di Chicago, che apriva la possibilità del legame causale tra stato sociale e deficit delle difese immunitarie.

 

Migliorare il livello sociale per stare meglio – Secondo i dati emersi dai test condotti sui macachi, lo stato sociale potrebbe quindi influenzare il sistema immunitario a più livelli: dal numero di cellule immunitarie fino all'alterazione delle risposte dell'organismo alle infezioni. E non sarebbe necessario il concorrere di altri fattori di rischio per avere conseguenze negative sull'organismo. Questo effetto, però, non avrebbe conseguenze permanenti. Basterebbe, infatti, risalire di qualche gradino la scala gerarchica, diminuendo la propria diseguaglianza sociale, per beneficiare di un netto miglioramento. Secondo le conclusioni degli autori, però, queste dinamiche riguarderebbe solo il mondo degli adulti. Per Noah Snyder-Mackler, della Duke University, che ha lavorato alla ricerca insieme ai colleghi della Emory, aiutare le persone a migliorare il proprio livello sociale potrebbe quindi comportare effetti positivi anche sulla loro salute e il loro benessere.

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