Aumenta la contraccezione nei Paesi in via di sviluppo

Contraccezione sempre più diffusa in Africa (Getty Images)
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Toccata la cifra record di 300 milioni di donne: un rapporto di Family Planning 2020 comunica i progressi fatti in materia di consapevolezza e prevenzione

Trecento milioni di donne. È questo il numero record raggiunto dalla campagna di pianificazione familiare riguardo alle cittadine dei Paesi in via di sviluppo che usano metodi contraccettivi. Lo annuncia un rapporto di Family Planning 2020, una partnership globale che supporta i diritti delle donne in materia di prevenzione sessuale e maternità.

 

Nuova consapevolezza – Solo negli ultimi quattro anni, si legge nel rapporto, il numero delle donne che possono far ricorso alla contraccezione nei 69 paesi in cui è presente Family Planning 2020, è salito di 30 milioni. Nell'Africa orientale e meridionale per la prima volta più del 30% delle donne usano un metodo moderno di contraccezione. Così come in Africa occidentale, dove il ricorso alla contraccezione è stato storicamente sempre molto basso, si è raggiunto un aumento di 1 milione fra donne e ragazze sessualmente attive. I dati globali sui 69 paesi dicono che nel solo 2016 l'uso di protezioni ha evitato 82 milioni di gravidanze indesiderate, 25 milioni di aborti non sicuri e 124mila morti materne.

 

C'è ancora tanto da fare - "Anche se non abbiamo raggiunto un maggior numero di persone così come avevamo sperato finora, la ricchezza dei dati disponibili ci consente di studiare la situazione su una base paese per paese e così scoprire un scenario di ampio progresso", ha detto Beth Schlachte direttore esecutivo del FP2020. La sfida è resa ancora maggiore dalla diminuzione degli stanziamenti da parte dei governi donatori che quest'anno sono diminuti del 6% sulla cifra di 1.3 miliardi di dollari destinata alla pianificazione familiare bilaterale. Se sul fronte delle entrate economiche sembra esserci una flessione, su quello societario la partnership annuncia la partecipazione al programma di novanta nuovi soggetti provenienti da 38 dei 69 Stati monitorati. A loro toccherà contribuire al raggiungimento del terzo Millennium development goal, ovvero quello che punta a garantire l'accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva entro il 2030.

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