Governo Gentiloni, parte il totoministri. Boschi potrebbe rimanere

Nel nuovo esecutivo, che dovrà affrontare alcune emergenze in tempi rapidi, potrebbero essere riconfermati molti nomi della squadra di Renzi. Piero Fassino o l'ambasciatrice Elisabetta Belloni in corsa per la Farnesina. FOTO - VIDEO

  • Dato che le urgenze da affrontare sono tante, dal caso Mps all’emergenza terremoto ai vertici internazionali alla legge elettorale, c’è fretta di formare un nuovo governo che guidi l’Italia. Molti ministri, quindi, potrebbero essere gli stessi dell’esecutivo Renzi. Con qualche riconferma e qualche nome nuovo. A capo di tutti l’attuale ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni – Gentiloni: una carriera tra comunicazione e affari internazionali
  • Gentiloni, quindi, dovrebbe lasciare libera la Farnesina. Al suo posto, i rumors danno in pole position l’ex sindaco di Torino Piero Fassino. Ma nel totonomi è entrata anche l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, primo segretario generale donna del ministero degli Esteri, molto stimata da Gentiloni. Tra i possibili titolari degli Esteri, si fa anche il nome di Carlo Calenda, molto legato a Renzi. Ma non si esclude che l’eventuale neopremier possa tenere per sé un interim – Renzi su Facebook: dimissioni vere, ma non lascio la politica
  • Secondo le voci che circolano in queste ore, per Maria Elena Boschi potrebbero esserci due strade: essere riconfermata, magari come ministro per i Rapporti con il Parlamento senza più la delega alle Riforme, o ottenere un incarico nel partito o al vertice del gruppo parlamentare della Camera. In questo caso, potrebbe esserci un avvicendamento ed Ettore Rosato, attuale capogruppo Pd, potrebbe diventare ministro – Il borsino del governo Gentiloni
  • Dubbi anche sulla riconferma del ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia. Secondo alcuni potrebbe rimanere con l'obiettivo di concludere i decreti attuativi della riforma della P.a., secondo altri potrebbe cedere il passo. C’è chi dice a Piero Fassino, se non andrà agli Esteri – Jobs Act, 80 euro, referendum: parabola del governo Renzi. FOTOSTORIA
  • Rimarrebbe all’Economia Pier Carlo Padoan, che ha in mano i dossier più scottanti del nuovo governo: le banche e i conti pubblici, casomai a gennaio la Commissione Ue dovesse chiedere correzioni alla manovra – Il borsino dei nomi dell'esecutivo Gentiloni
  • Dovrebbero essere confermati nelle stesse caselle anche Dario Franceschini (nella foto) come ministro della Cultura, Maurizio Martina all'Agricoltura, Andrea Orlando alla Giustizia e Roberta Pinotti alla Difesa – Orlando: "Renzi energia fondamentale per il Pd, ora serve svolta"
  • Anche la compagine di Ncd al governo dovrebbe restare in sella con i suoi tre ministri: Angelino Alfano (Interno, nella foto), Beatrice Lorenzin (Salute) ed Enrico Costa (Famiglia) – Referendum, lo speciale
  • Ministro in bilico potrebbe essere quello del Lavoro Giuliano Poletti: al suo posto si fa il nome di Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza che si è occupato del Jobs act, o del viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova – Gentiloni: una carriera tra comunicazione e affari internazionali
  • Teme per il suo posto anche Stefania Giannini, che nel frattempo è passata da Scelta Civica al Pd. Anche per motivi di correnti interne al Partito democratico, al ministero dell’Istruzione potrebbe essere promossa la responsabile Scuola del Pd, la "franceschiana" Francesca Puglisi – Renzi su Facebook: dimissioni vere, ma non lascio la politica
  • Il ministero dell’Ambiente, poi, potrebbe passare da Gian Luca Galletti (Udc) a Ermete Realacci (Pd), rutelliano vicino a Gentiloni – Jobs Act, 80 euro, referendum: parabola del governo Renzi. FOTOSTORIA
  • Qualcuno, poi, ipotizza un ingresso nel nuovo esecutivo di Gianni Cuperlo, esponente della minoranza Pd che, dopo tanti dubbi, aveva detto Sì al referendum – Referendum, lo speciale
  • Potrebbe entrare nel governo, per rafforzare il patto di maggioranza con Ala, anche un verdiniano. Tra tutti, si fa il nome di Marcello Pera, ex presidente del Senato – Governo Renzi: la fotostoria