Il referendum irrompe alla Leopolda, Renzi incassa il “sì” di Cuperlo

La riforma costituzionale protagonista della kermesse. Sul palco Maria Elena Boschi. Scontri per le strade di Firenze tra manifestanti e forze dell'ordine. LO SPECIALE

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    Un tavolo per superare tutti i dubbi sulla riforma costituzionale: la protagonista della seconda giornata della Leopolda 2016 è la ministra per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi che presiederà il tavolo di confronto sul ddl che porta il suo nome - La Leopolda 2016
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    Intanto sarebbe stata raggiunta un'intesa nella commissione del Pd per le modifiche all'Italicum. Stando a quanto viene riferito, il testo ha ottenuto l'ok di Gianni Cuperlo - Gli italiani indecisi sul referendum
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    Oltre alla riforma costituzionale, Boschi ha partecipato a un incontro con Lucia Annibali, l’avvocato sfigurata dall’acido dall’ex fidanzato e diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne: “Alla Leopolda 7 parliamo di contrasto alla violenza di genere – ha twittato la ministra – in tante e tanti, perché i diritti delle donne sono anche ‘cose’ da uomini” - Di Maio a Sky TG24: "Riforma truffa"
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    Presente anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che ha discusso del voto del 4 dicembre e della stabilità finanziaria del paese: “La situazione è delicata perché i mercati stanno aspettando l’esito di alcune consultazioni, non solo quella italiana. Con il sì al referendum ci sarebbe un beneficio” - Come cambia la navetta parlamentare
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    Grande attenzione ha suscitato l’incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “Credo che una vittoria del no sarebbe un problema in termini di incertezza: e l'incertezza, la preoccupazione di non sapere che cosa accadra', rappresenta uno dei peggiori veleni che possa colpire l'economia e la società" - Referendum, quando e come si vota
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    Spazio anche alla discussione sull’immigrazione: “La battaglia in Europa sui migranti è una battaglia per il riformismo – ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda – siamo al paradosso che i Paesi dell’Est, quelli che prendono più soldi dall’Unione Europea, sono proprio quelli che non li vogliono accogliere” - Il Partito Democratico in piazza per il Sì