Alemanno vs Zingaretti: scontro a colpi di manifesti. FOTO

A Roma si infiamma il confronto tra il sindaco e il presidente della Provincia. Scintille che sono un preludio della sfida che potrebbe svolgersi tra i due nel 2013 per conquistare il Campidoglio. GUARDA LE IMMAGINI
  • E' subito scontro nella capitale, quando il 16 settembre 2011 compaiono manifesti che accostano il presidente della provincia Nicola Zingaretti a Filippo Penati, indagato a Milano. Autore è il Popolo di Roma, movimento vicino al sindaco Gianni Alemanno - Manifesti elettorali 2011
  • Alemanno prende subito le distanze dall'iniziativa e chiede di sospendere l'affissione. Ma Zingaretti replica che quelle del sindaco sono solo "parole" e attacca i manifesti come espressione di una "dialettica di tipo squadristico", annunciando querela - Affissioni: quando scatta la querela
  • "Sono 3 anni che subisco ogni genere di insulti da dirigenti Pd diretta emanazione di Zingaretti", replica Alemanno, bersaglio solo il giorno prima di affissioni che lo accusavano di aver aumentato le tasse insieme a Berlusconi - Manifesti fascisti sul 25 aprile
  • Ma è solo l'ultimo episodio: il Pd e il Pdl usano spesso i manifesti per attaccare i rispettivi avversari. E scaldano così i motori per la sfida elettorale per il Campidoglio che si disputerà probabilmente nel 2013 proprio tra Alemanno e Zingaretti - Il Pdl difende 'Silvio tradito'
  • Ma più in generale è tradizione molto radicata a Roma, fare battaglia politica anche attraverso manifesti sui propri successi o contro gli avversari. Con toni a volte coloriti, come in questa campagna Idv contro la 'parentopoli' capitolina - Manifesti elettorali 2011
  • Ne sa qualcosa Walter Veltroni, vittima nel novembre 2008 di affissioni di Azione Giovani che parafrasando lo slogan elettorale di Barack Obama gli dicevano: "Lui può. Tu non puoi" - Affissioni: quando scatta la querela
  • Nel dicembre 2004, quando Veltroni era ancora sindaco di Roma, An tappezzò la città di manifesti per protestare contro una nuova tassa. La definivano un 'audace colpo', come quelli dei protagonisti del film 'I soliti ignoti' - Manifesti fascisti sul 25 aprile
  • Quanto a Francesco Rutelli, quando decise di correre per un terzo mandato da sindaco, nel 2008, qualcuno attaccò sulle suoi affissioni dei nastri adesivi azzurri con la scritta in romanesco 'E mo te sveji?' ('ti svegli solo adesso?') - Il Pdl difende 'Silvio tradito'
  • E il fenomeno non lascia immuni i politici nazionali. Il movimento di destra Popolo di Roma, ad esempio, di fronte all'ennesimo attacco di Umberto Bossi alla capitale, mesi fa ha tappezzato la città con lo slogan minaccioso: 'Basta! Roma non si tocca' - Manifesti elettorali 2011
  • Sinistra e libertà invece il 12 febbraio 2011 celebra le rivoluzioni nordafricane, incitando alla "rivolta civile e non violenta" contro Silvio Berlusconi, definito ''rais'' alla pari di Hosni Mubarak - Affissioni: quando scatta la querela
  • Ancor più pesante, nel 2007, l'attacco a Gianfranco Fini. Roma viene invasa da 5000 manifesti che lo ritraggono in quello che sembrerebbe un saluto romano. Ignoti gli autori - Manifesti fascisti sul 25 aprile
  • Mentre nel 2008 il Pd se la prende con Maurizio Gasparri. Gli gridano "Vergogna" per le sue parole contro il neo-eletto presidente americano Barack Obama - Il Pdl difende 'Silvio tradito'