Debito Campidoglio, giunta accusa governo su scelta nuovo commissario

Il Campidoglio a Roma (archivio Ansa)
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Dopo le dimissioni di Silvia Scozzese, la giunta avrebbe voluto affidare alla sindaca Raggi il controllo del debito pregresso. L’assessore al Bilancio Lemmetti attacca Palazzo Chigi: “Vogliono insabbiare verità e scegliere senza consultarci”

La nomina del commissario straordinario per la gestione del debito di Roma ha aperto un nuovo fronte di scontro tra Campidoglio e governo. Dopo le dimissioni di Silvia Scozzese, la giunta capitolina avrebbe voluto affidare l’incarico direttamente alla sindaca Virginia Raggi. Ma ora un duro attacco arriva via Facebook dall’assessore comunale al Bilancio Gianni Lemmetti secondo cui “il governo vuole insabbiare la verità e scegliere un commissario senza consultarci”.

L’accusa di Lemmetti

"Il Governo vuole insabbiare la verità sul debito storico del Campidoglio. Non vuole che si faccia piena luce sulle responsabilità di chi ha creato quel buco di 13 miliardi di euro”, ha scritto su Fb l’assessore al Bilancio di Roma Gianni Lemmetti. "A fronte della nostra richiesta di nominare il sindaco di Roma come nuovo commissario straordinario per la gestione del debito, dopo le dimissioni di Silvia Scozzese, si profila un atteggiamento di totale chiusura”. Secondo Lemmetti il Governo "impedisce che si proceda a un audit sul debito e a una rapida definizione delle modalità per ripianarlo, per chiudere il commissariamento entro l'anno come da noi auspicato. Il Governo pare escludere la possibilità di affidare al Campidoglio, e quindi al Sindaco, la gestione commissariale del debito pregresso anteriore al 2008, e intende procedere alla nomina di un nuovo commissario, senza alcun dialogo con l'Amministrazione capitolina e senza rinviare la scelta al prossimo Esecutivo pienamente legittimato dal voto popolare”.

L’esclusione dalla riunione a Palazzo Chigi

Secondo Lemmetti, la chiusura del governo sarebbe arrivata “in una riunione convocata a Palazzo Chigi dal segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla quale sono stato escluso con il pretesto che si trattasse di un incontro tecnico interdetto a esponenti politici. In rappresentanza di Roma Capitale era presente il direttore generale, a cui sono state chiaramente riferite le intenzioni del Governo”.

Lemmetti: giochi politici sulle spalle dei romani

"Avevamo chiesto di nominare il sindaco Raggi commissario del debito pregresso della Capitale per portare avanti un'operazione verità, sbloccare i fondi che imprese e creditori attendono da anni e rinegoziare i mutui contratti con le banche a interessi altissimi: vogliamo che tutti sappiano come si è creato quel deficit mostruoso che non ha precedenti in Italia ed è anteriore al 2008”, dice Lemmetti. “Il Governo, invece, vuole proseguire con una gestione opaca e tenendo all'oscuro i cittadini su come vengano impiegati i loro soldi. Le intenzioni del Governo sono inaccettabili: mentre continuano i giochi politici sulle spalle dei romani, è sostanzialmente fermo il piano di rientro per pagare cittadini e imprese tanto è vero che la gestione commissariale dispone di diverse centinaia di milioni di euro mai erogati a fornitori e istituti di credito. Il Comune è stato costretto ad anticipare i fondi per onorare le rate dei mutui in scadenza nei confronti delle banche creditrici”.

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