Salvini rompe con FI: "Nessun tavolo con chi protegge assassini"

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Il leader della Lega Nord proclama lo stop a ogni trattativa con il possibile alleato alle prossime elezioni, dopo il no dei berlusconiani al disegno di legge del leghista Molteni che nega sconti di pena per i reati più gravi

Ancora tensione nel centrodestra, con lo strappo tra Lega e Forza Italia, dopo il voto contrario del partito guidato da Silvio Berlusconi in commissione giustizia al Senato all'iter veloce per la legge Molteni, che nega sconti di pena per reati gravissimi. Salvini pretende chiarimenti e attacca ancora Forza Italia: "Stiamo ricevendo centinaia di telefonate, messaggi, mail di donne e uomini arrabbiati e delusi per l'incredibile scelta di Fi di proteggere stupratori e assassini", afferma il leader della Lega. "Per quanto ci riguarda, sospendiamo le nostre previste partecipazioni a tavoli e incontri con Fi e Berlusconi finché non ci sarà un chiarimento ufficiale", conclude Salvini. Nella giornata di ieri, la polemica si era riaccesa, con il leader della Lega che aveva definito il no di Forza Italia al disegno di legge Molteni "una vergogna" e Berlusconi che aveva risposto: "Salvini fa i capricci, parlerò con lui".

Tensione Salvini-Berlusconi

Il caso tra Lega e Forza Italia è scoppiato nella giornata di mercoledì 13 dicembre, quando nella Commissione giustizia del Senato, in sede deliberante, il partito di Berlusconi ha votato no al disegno di legge Molteni, dal nome del deputato leghista primo firmatario. La legge cancellerebbe lo sconto di pena per reati gravissimi come quello di strage, omicidio, violenza sessuale, e altri. A stretto giro la reazione durissima di Salvini al no di Forza Italia: "Sospendiamo qualsiasi tavolo e incontro con Silvio Berlusconi finché non avremo spiegazioni ufficiali sul voto contrario di Fi all'iter veloce per la legge Molteni che cancella lo sconto di pena per i reati gravissimi. È una vergogna”, aveva tuonato Salvini ,“è l'ennesimo affronto alle donne e a tutte le vittime di violenza". Berlusconi aveva dapprima risposto: “Parlerò direttamente con lui", poi, ritornando sul tema, aveva assicurato: "Ha portato il suo partito dal 4 al 14 per cento: sono certo che governeremo insieme".  

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