Calenda: no negozi chiusi nei festivi. Casaleggio: visione inadeguata

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È scontro sulla proposta di Luigi Di Maio di far riposare i negozianti durante le festività. Per il ministro allo Sviluppo economico così si favorisce Amazon. Ma viene accusato dai pentastellati di avere una "visione semplicistica e inadeguata a comprendere il fenomeno"

Chiudere i negozi nei giorni festivi. È questa la proposta avanzata dal candidato premier Luigi Di Maio che ha innescato la polemica tra il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e Davide Casaleggio. "Io trasecolo. Sono proposte che porteranno Amazon a vendere di più. Con queste proposte si fa un favore ad Amazon e ai grandi player che non sono nostri", ha spiegato Calenda il 13 dicembre. "Ma é possibile", ha poi aggiunto il ministro, "che in campagna elettorale ci si occupi di queste cose o delle fake news?". Immediata la replica di Casaleggio che, da Facebook, accusa il ministro di avere una "visione semplicistica e inadeguata a comprendere il fenomeno".

Casaleggio: "Lavoratori devono avere diritto di godersi le feste"

"Non si può essere esperti di tutto", scrive Casaleggio nel suo post sul social network. "È proprio durante il suo mandato che il retail italiano ha continuato a perdere", ricorda, "gli unici ad aver guadagnato sono le società della grande distribuzione estera, in particolare francese e tedesca. Le regole che difende Calenda privilegiano solo la grande distribuzione, in particolare estera, che può permettersi i turni", attacca Casaleggio. "La crisi della vendita al dettaglio è un fatto. Ed è vero che, come spiega un'analisi dell'Ufficio Economico Confesercenti, dal 2010 al 2016, il settore del retail italiano ha registrato una diminuzione delle vendite di circa 7,7 miliardi di euro", spiega il pentastellato secondo cui la soluzione alla crescita dell’ e-commerce "non è far lavorare i negozianti o i dipendenti dei centri commerciali durante le feste o 24 ore su 24 7 giorni su 7 come può fare solo un sito di commercio elettronico, ma 'l'ibridazione'. Ossia combinare online e offline, click e mattoni, velocità e qualità". Poi la critica finale a Calenda: "Negozianti e lavoratori devono avere il diritto a godersi le feste con la propria famiglia. Buon Natale ministro Calenda, lei che può se lo goda con la sua famiglia".

Di Maio: "Proposta di buon senso"

Sempre nella giornata di ieri, lo stesso Di Maio era intervenuto sulla questione. In una lettera al direttore del Giornale (ripresa anche sul blog di Grillo) il candidato premier aveva spiegato di essere rimasto sorpreso "per come è stato raccontato il mio appello a tutte le forze politiche per portare a termine l'iter legislativo sulla proposta di legge sulle chiusure festive. I motivi sono tanti, il principale è il seguente: quella proposta di legge è stata votata dalla Camera dei Deputati senza nessun voto contrario. Nessuno ha votato contro. Il MoVimento 5 Stelle l'ha proposta e ha fatto convergere buona parte dell'arco costituzionale su una proposta di buon senso". "Non si tratta di una proposta scriteriata", aveva sottolineato il pentastellato, precisando: "Qui stiamo parlando di costringere delle madri, magari commesse in un grande centro commerciale, a stare 10 ore lontane dai figli a Natale". 

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