Gentiloni risponde all'Ue: “Non siamo più il fanalino di coda"

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Il premier, intervenuto all'inaugurazione dell'anno accademico dell’ateneo milanese, ha detto: “In Italia torna la crescita, non è la soluzione ma un’opportunità”. Il presidente del Consiglio ha poi esortato ad avere “fiducia nel nostro Paese, il mondo ci ammira”

"Da ieri non siamo più il fanalino di coda in Europa”. Il primo ministro italiano Paolo Gentiloni, è intervenuto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Cattolica esprimendo fiducia per i dati economici che indicano una ripresa italiana. “Dobbiamo essere più consapevoli che la sostanza del discorso non sono le cifre, ma è capire che il Paese s'è rimesso a crescere, anche se questa crescita non ha risanato le cicatrici della crisi. Non è la soluzione ma un'opportunità, dice alle classi dirigenti che offre una possibilità”, ha detto il premier.

Gentiloni: fiducia nel nostro Paese, il mondo ci ammira 

"Dobbiamo avere fiducia nel nostro Paese, anche se possiamo ridere delle sue magagne, perché vi assicuro che siamo uno dei Paesi più ammirati se non invidiati in giro per il mondo”, ha proseguito Gentiloni. "Non è retorica, ma è la forza della nostra storia, della nostra cultura, della nostra bellezza, della nostra arte e della nostra scienza, che prevale su tutto".

“Accettare la sfida del cambiamento d’epoca" 

"Resta la sfida di come reagire al cambiamento d'epoca, come dice Papa Francesco, che contiene elementi di straordinaria opportunità: non possiamo non essere felici che aumentano le condizioni di vita, della rivoluzione digitale, la robotica”, ha detto Gentiloni. “Dobbiamo raccogliere la sfida, senza paura. Ma essere consapevoli che questi cambi epocali sono straordinarie novità che ci impongono nuove sfide. La prima è l'identità, capire qual è il nostro ruolo sulla base della nostra storia".

“Compito governo è lottare contro esclusione 

"Le riprese economiche possono essere senza lavoro, e per far sì che non sia così, chi ha rappresentanza di governo deve intervenire contro esclusione e povertà”, ha aggiunto il premier, secondo cui "bisogna lavorare per fare in modo che questi grandi cambiamenti invece di tradursi in grandi opportunità producano nuova solitudine e altra frustrazione. C'è il rischio che si creino nuovi divari. E le politiche pubbliche, le università, la formazione - ha aggiunto Gentiloni - hanno l'obbiettivo di ridurre queste differenze sempre più ampie”. Il presidente del Consiglio ha infine lanciato un monito affinché "la scienza sia al servizio dell'uomo, sulla scienza non si scherza, va difesa, va protetta, non può essere al centro dell'interesse momentaneo".

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