Rosatellum bis, Di Maio: porre fiducia è "aberrazione istituzionale"

Luigi Di Maio è il candidato premier del Movimento 5 stelle per le prossimi elezioni politiche (LaPresse)
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Per il M5S con questa misura "quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà effettivo senza che nessuno possa dire la sua". Sotto accusa anche il testo della legge elettorale che favorirebbe alla prossima legislatura "un governo Renzi- Berlusconi"

"Signori, siamo in piena emergenza democratica. Nelle aule parlamentari si sta consumando l'ennesima aberrazione istituzionale: il Pd ha appena dato il suo ok alla fiducia sulla legge elettorale quindi il Parlamento non potrà discuterla". Con queste parole scritte sul proprio profilo Facebook, il candidato premier del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, ha espresso la propria indignazione in merito alla decisione del governo di porre la fiducia sul Rosatellum bis. Per protestare contro questa scelta i grillini hanno organizzato due manifestazioni di piazza davanti Montecitorio, una decisa per l’11 e l'altra per il 12. Sotto accusa non solo la modalità di voto ma anche il contenuto della nuova legge elettorale.

Fico: "In voto finale ci saranno sorprese"

Secondo Di Maio, con la fiducia "quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà legge senza che nessuno possa dire la sua". Nello specifico la misura approvata nel pomeriggio del 10 ottobre dal Consiglio dei ministri, su richiesta del Partito democratico, prevede il decadimento di tutti gli emendamenti, sui quali la maggioranza temeva la possibilità di una consultazione con voto segreto. Ipotesi che comunque sarà inevitabile per il voto finale venerdì prossimo. Occasione nella quale, secondo il deputato M5s Roberto Fico, potrebbero esserci delle sorprese perché: "la maggioranza ha franchi tiratori e non so se usciranno anche questa volta". Per il grillino, infatti, "c’è una parte del Pd che vuole fare valere le preferenze mentre dall'altra c’è la direzione che vuole decidere".

"Un Parlamento di nominati"

Il Rosatellum bis, nel caso in cui dovesse essere approvato, verrà utilizzato per la prima volta alle politiche del 2018. L'impianto di questa legge elettorale prevede un sistema uninominale per un terzo dei seggi e proporzionale per il resto, con l'impossibilità di effettuare il voto disgiunto o di dare una preferenza ai candidati nel listino proporzionale. Un meccanismo che, secondo il deputato M5s Alessandro Di Battista, è "inaccettabile" e che porterebbe a un Parlamento "scelto per due terzi dai partiti". Inoltre, per Di Maio, il Rosatellum bis "è una Legge Truffa contro il Movimento 5 Stelle e contro la volontà dei cittadini" perché "è fatta ad arte per favorire alla prossima legislatura un governo Renzi- Berlusconi, a prescindere da chi vincerà davvero le elezioni". 

Manifestazione di piazza

"Da domani iniziano i voti di fiducia in Aula alla Camera. Poi il voto finale sarà segreto. Più faremo pressione in piazza, più quel voto segreto potrebbe far saltare la Legge. Noi dentro, voi fuori. È il momento di fermare questa vergogna". Con questo appello sul blog di Beppe Grillo, Luigi Di Maio ha invitato i militanti del Movimento a manifestare domani a Roma in piazza Montecitorio. Una mobilitazione che, secondo il candidato premier dei grillini, è necessaria per protestare contro la fiducia "un atto di imperio sulla peggiore legge della storia, una legge truffa concepita da un'accozzaglia di partiti che farà piombare l'Italia nel caos, favorendo l'inciucio Renzi-Berlusconi, con la benedizione di quel venduto di Salvini". Accuse a cui la Lega ha risposto per bocca dei presidenti dei gruppi parlamentari leghisti, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga: "L'atteggiamento dei 5 Stelle sulla Legge elettorale è incomprensibile. La protesta che stanno inscenando è totalmente irresponsabile. Si stanno dimostrando per quello che sono: traditori della volontà popolare. I veri eversivi sono coloro che ritardano il voto perché la gente vuole esprimersi il prima possibile e rispettare questa volontà è dovere della politica". 

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