M5S, Fico a Di Maio: "Candidato premier non è il capo del Movimento"

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Chiusa a Rimini la kermesse Italia a 5 Stelle. Di Maio, dopo l’investitura, risponde alle domande dei militanti. Presente Fico, che precisa: nessun gelo, risultato online legittimo. Grillo, nel suo primo giorno da “non” capo politico: “È bellissimo, c’è continuità”

Si è chiusa a Rimini la kermesse del M5S “Italia a 5 Stelle”. Il giorno dopo l’investitura di Luigi Di Maio come candidato premier del Movimento, i protagonisti si sono ritrovati tutti sotto il palco e tra i gazebo. C’era il vicepresidente della Camera, che ha risposto alle domande dei militanti. C’era Beppe Grillo, che ha distribuito banconote false e parlato del suo primo giorno da “non” capo politico. C’era Davide Casaleggio, che ha ammesso dei problemi con Rousseau durante le primarie. C’era Roberto Fico, che non ha risparmiato una stoccata a Di Maio (anche se poi ha ritrattato).

Fico: “Il candidato premier non è il capo del Movimento”

“Oggi il candidato premier è il capo della forza politica, ovvero è riferito alla legge elettorale. Non è il capo della vita politica generale del Movimento. Questa è una grande distinzione”, ha detto Fico uscendo dall’albergo. Poi, arrivato alla Fiera di Rimini, ha aggiunto: “A me interessa solo il Movimento, non i ministeri: di quelli non me ne frega assolutamente niente”. E, mentre Di Maio iniziava a parlare dal palco, ha concluso: “Sono venuto ad ascoltare”. Più tardi, però, ha precisato: "Rifiuto ogni tipo di strumentalizzazione rispetto a quanto dichiarato questa mattina. Io non ho 'gelato' nessuno. Tanto meno ho messo in discussione il risultato delle votazioni online, che sono pienamente legittime e vanno sempre rispettate".

#ChiediloaLuigi

Nonostante i malumori, per Luigi Di Maio è stato il primo giorno da capo del Movimento 5 Stelle. Dopo una serie di interviste con testate internazionali, il candidato premier ha risposto dal palco di Rimini (e in diretta streaming) alle domande degli attivisti arrivate con l'hashtag #ChiediloaLuigi. Tanti i temi. “Il 3 per cento deficit/Pil non è un dogma, così potremo ridurre il debito pubblico. Se non facciamo nuovi investimenti, anche un po' in deficit, il debito non lo ridurremo mai”, ha detto Di Maio. Sull’immigrazione: “Obiettivo è restare umani, a cominciare dall'Ue. Qualora non ci dovessero ascoltare, non ci resta che trattenere una parte dei 20 miliardi che diamo all'Ue. Il regolamento di Dublino va modificato”. Sulla legge elettorale: “Il Rosatellum bis attacco a democrazia che vuole impedire un corso storico. Noi faremo di tutto per fermarla”. Sulle Regionali in Sicilia: “Possiamo liberare la Sicilia dai vecchi partiti, diamo il massimo sostegno a Cancelleri. Non dobbiamo utilizzare le elezioni in Sicilia per grandi dinamiche nazionali, sono importanti per i siciliani”. Sulla sanità: “Non cambierà mai finche permetteremo ai partiti di nominare i direttori delle Asl”. E ancora, Di Maio ha proposta di dare “il reddito di cittadinanza ai 50enni che perdono il lavoro” e di “fare in modo che se un parlamentare cambia casacca i cittadini del collegio che lo ha eletto possano indire un referendum e decidere se quel parlamentare deve restare o meno in carica”.

Casaleggio ammette problemi con Rousseau

Un “in bocca al lupo” a Di Maio è arrivato da Davide Casaleggio. “Lo dovremo aiutare tutti assieme perché dobbiamo essere una squadra di volontari ignoti”, ha detto dal palco di Rimini. “Dobbiamo aiutare il M5S a cambiare l'Italia senza cercare qualcosa subito, ma per cercare di cambiare questa nazione”, ha aggiunto. Ribadendo come su Rousseau saranno fatte le scelte più importanti per “creare una smart nation, una nazione intelligente”. A proposito di Rousseau, Casaleggio ha ammesso che ci siano stati dei problemi durante le votazioni per il candidato premier. “Abbiamo dovuto iniziare a proteggere un nuovo spazio di democrazia e partecipazione, uno spazio a cui teniamo sempre di più. Anche quando c'erano problemi, le persone erano attaccate allo schermo per poter votare e ciò da una parte mi è dispiaciuto, ma dall'altra mi ha fatto capire che abbiamo cominciato ad apprezzare un nuovo spazio di democrazia che ci permette di scegliere tutto ciò che è importante per il Movimento”.

Grillo e le banconote false ai giornalisti

A chiudere la kermesse è stato Beppe Grillo. “Andate a casa perché il tempo sta cambiando. Forse è un segno. Il tempo cambia sempre. Noi tempo non ne abbiamo più, questo Paese dobbiamo prima buttarlo giù”, ha detto dal palco mentre iniziavano a scendere le prime gocce di pioggia. “Io da oggi ho avuto un piccolo cambiamento nella mia vita: il mio indirizzo privato per le denunce è stato cambiato, sostituito dall'indirizzo di Luigi Di Maio. Ciao a tutti”, ha concluso prima di prendere il microfono per un’ultima canzone blues. Prima dei saluti, Grillo aveva fatto una breve passeggiata tra i gazebo e a ch gli ha chiesto come si sentisse nel suo primo giorno da “non” capo del Movimento, ha risposto: “È bellissimo, c’è continuità”. Il comico ha anche distribuito banconote false a destra e a manca, soprattutto ai giornalisti. “Do mille euro a chi mi fa una vera domanda”, ha detto. E ancora: “Ora scrivete quello che vi dico io. Il Movimento 5 Stelle è il più grande movimento d'Europa”. Alla kermesse, secondo gli organizzatori, hanno partecipato oltre 50mila persone.

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