Ius soli, Salvini: Parlamento pensi ad altro. Boldrini: È necessario

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Dopo il rinvio del provvedimento oltre l’estate annunciato dal premier Paolo Gentiloni, la presidente della Camera auspica l’approvazione entro la fine della legislatura. Il leader del carroccio lo considera “finito”

Continua il dibattito politico sullo ius soli dopo che ieri il primo ministro Paolo Gentiloni ha annunciato che non sarà approvato entro l’estate. Ad augurarsi un esito positivo entro la fine della legislatura è la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre il leader della Lega Nord Matteo Salvini dice che il Parlamento ha già perso mesi di tempo sull’argomento.

Salvini: “Parlamento pensi a sbarchi e lavoro”

“Lo ius soli lo considero finito”. Salvini non usa mezzi termini, e invita il Parlamento a occuparsi “di lavoro, che blocchi gli sbarchi. Tutti si difendono tranne l’Italia, probabilmente qualcuno si sta arricchendo sulla pelle di questi disgraziati a spese degli italiani”. E sul provvedimento di cittadinanza aggiunge: “Già oggi la normativa prevede che 80mila bambini l’anno con mamma o papà italiani abbiano la cittadinanza, gli altri a 18 anni potranno scegliere”.

Boldrini: “Integrazione è strumento di sicurezza”

“Mi auguro che il provvedimento sullo ius soli sia approvato entro la fine di questa legislatura perché è giusto e necessario - ha detto invece Laura Boldrini - Impedire a chi nasce o fa corsi di studio in un Paese di sentirsi parte di quella società è impedire l’integrazione, che è uno strumento di sicurezza. Se non diamo questa possibilità alimentiamo rabbia, risentimento e senso di esclusione”.

La svolta di Sinistra italiana

E sul piatto arriva anche la disponibilità di Sinistra italiana a votare una fiducia “di scopo” sullo ius soli. Ad annunciarlo è il segretario nazionale Nicola Fratoianni, che definisce “inaccettabile” il rinvio a settembre: “Si affossa una legge giusta attesa da migliaia di bambini che sono nati in Italia, che vivono nel nostro Paese accanto ai nostri figli, che studiano nelle nostre scuole. È per questo che dico a Gentiloni e al suo governo che siamo pronti al Senato a votare una fiducia "di scopo", per uno scopo giusto e nobile: riuscire ad approvare una legge di civiltà”.

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