Comunali Verona, il nuovo sindaco Sboarina: "Ora rilanciare la città"

Veduta aerea della città di Verona (Fotogramma)
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Il primo cittadino ha promesso investimenti nei "settori più strategici come la cultura, il turismo e l'economia". Secondo la candidata sconfitta Bisinella, l’invito di Renzi a votare per lei ha avuto "l’effetto contrario". LO SPECIALE - TUTTI I RISULTATI

Federico Sboarina è ufficialmente il nuovo sindaco di Verona. La cerimonia di proclamazione è avvenuta il 27 giugno a Palazzo Barbieri, sede del comune della città scaligera. Il primo cittadino ha dichiarato che sarà prioritario "dare il buon esempio con i fatti, per ricambiare la fiducia di chi ha espresso il consenso nei miei confronti e guadagnarmi la stima di chi non è andato a votare e di chi non ha votato per me". Il candidato del centrodestra, infatti, lo scorso 25 giugno, ha battuto al ballottaggio la compagna dell'ex primo cittadino Tosi, Patrizia Bisinella, di Fare!, con il 58.11% dei voti.

Puntare su i settori strategici

Durante la cerimonia il neo sindaco, cugino di Gabriele Sboarina, dominatore della scena politica veronese negli anni '80, ha aggiunto che "questa fascia tricolore rappresenta le responsabilità che da oggi mi assumo nell'amministrare la città per i prossimi cinque anni". Tra le priorità del nuovo sindaco c’è il rilancio di Verona, "a partire dai settori più strategici come la cultura, il turismo e l'economia, affinché diventi veramente una capitale europea". Per riuscirci ha annunciato, per esempio, la creazione dell'assessorato alla Cultura, "una figura che è mancata in questi anni, nonostante il peso e l'importanza della città di Verona sotto l'aspetto turistico". Con l'entrata in carica del nuovo sindaco e dei nuovi consiglieri comunali, cessano la Giunta guidata dall’uscente Flavio Tosi e il Consiglio comunale. Entro dieci giorni dalla proclamazione Sboarina dovrà convocare il nuovo Consiglio comunale, la cui prima seduta dovrà tenersi entro i successivi dieci giorni.

Le ragioni della sconfitta per Bisinella

Il secondo turno delle elezioni amministrative a Verona è stata una sfida che ha escluso centrosinistra e Movimento 5 stelle che, lo scorso 11 giugno, hanno raccolto rispettivamente il 22.48% dei voti con Orietta Salemi e il 9.52% con Alessandro Gennari. Nei giorni precedenti al ballottaggio il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, aveva invitato a votare per Patrizia Bisinella. Secondo la sconfitta però, l’esortazione ha avuto "l'effetto contrario, perché l'ala radicale del Partito democratico ha votato Sboarina per fare un dispetto a Renzi mentre i moderati non sono andati proprio ai seggi per ragioni storiche". Tra i motivi della debacle la candidata di Fare! ha annoverato anche l’essere stata considerata 'lady Tosi', il che secondo Bisinella avrebbe comportato delle riserve iniziali da parte dei veronesi, poi superate. "Mi ha comunque molto offeso quel genere di attacco – ha puntualizzato la compagna del sindaco uscente - Vorrei ricordare che conosco Flavio da tre anni e mezzo, quando avevo già fatto il mio percorso politico. Non è che sono senatrice, laureata e specializzata grazie a Tosi". L’ormai ex sindaco, che ha rotto con la Lega nel 2015, candidandosi alle elezioni regionali contro Luca Zaia, ha ringraziato i suoi elettori per la fiducia accordata nei due mandati consecutivi in riva all'Adige: "Abbiamo cercato di fare bene e tutto il possibile per Verona in questi dieci anni – ha riassunto - e con serenità lasciamo le chiavi della città a Sboarina e alla sua coalizione".

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