Legge elettorale, ok dalla commissione: ora va in Aula alla Camera

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Approvato il testo del relatore Emanuele Fiano che arriverà tra i banchi di Montecitorio martedì 6 giugno. Inseriti emendamenti per le quote di genere nelle liste per Palazzo Madama, diminuzione dei collegi, stop a pluricandidature e capilista bloccati al Senato

La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il testo del relatore Emanuele Fiano con la nuova legge elettorale. Il provvedimento arriverà quindi in Aula a Montecitorio martedì 6 giugno alle ore 12. La commissione ha approvato in mattinata tutti i sub-emendamenti e nella sua interezza il maxi-emendamento di Fiano. Ecco quali sono le novità del testo che approda in Aula.

Approvati collegi Senato, da 150 a 112 

La commissione ha approvato un emendamento del Pd Alan Ferrari che diminuisce i collegi del Senato da 150 a 112, analogamente a quanto avvenuto per la Camera. Hanno votato in favore i quattro partiti che sostengono la legge, e contro gli altri. L'emendamento perimetra anche i collegi, rendendo quindi possibile elezioni anticipate. L'emendamento di Ferrari riprende i 225 collegi usati per il Senato con il Mattarellum tra il 1994 e il 2001 (e inseriti in questa legge come collegi per la Camera), e li accorpa a coppie dimezzandone il numero. I partiti piccoli contrari alla legge hanno criticato proprio la definizione dei collegi nella legge. Il relatore, Emanuele Fiano, si è comunque impegnato a fare delle verifiche per portare in aula una proposta che superi le incongruenze.

Sì a quote di genere in liste Senato 

Approvato anche un emendamento alla legge elettorale che introduce le quote di genere per le liste e le candidature del Senato. L'emendamento è stato proposto dal relatore Emanuele Fiano, riformulando una serie di emendamenti presentati da diversi deputati. I capolista delle liste proporzionali di ciascun partito non potranno avere uno dei due sessi che a livello nazionale superi il limite del 60%. Nelle liste ci dovrà anche essere un'alternanza di genere. Anche tra le candidature nei collegi i partiti non potranno presentare a livello nazionale candidati dello stesso sesso in una percentuale superiore al 60%.

Stop a pluricandidature anche per Senato 

Anche per Palazzo Madama non si potranno fare le pluricandidature grazie a un emendamento di Fiano che pone dei limiti alle possibilità di candidarsi: lo si potrà fare in un collegio uninominale e in una sola lista proporzionale. In precedenza era possibile presentarsi in tre liste proporzionali. Stop anche per i capilista bloccati.

Rimane indicazione "capo" forza politica 

Nella nuova legge elettorale rimane l'indicazione da parte dei partiti del "capo della forza politica", cioè il candidato premier. La commissione Affari costituzionali della Camera ha infatti bocciato un emendamento di Mdp che avrebbe abrogato dalla legge questo punto. L'indicazione del "capo della forza politica" era stata introdotta nel 2005 con il Porcellum ed era stata confermata dall'Italicum; anche il testo del relatore Emanuele FIano confermava questo punto.

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