Legge elettorale, ritirato il testo base. I tempi si allungano

Immagine d'archivio
3' di lettura

Passo indietro del relatore Mazziotti dopo che la sua proposta è stata bocciata dal PD: "Se si fallisce la colpa non sarà del Parlamento ma delle segreterie dei partiti"

Si apre una nuova fase di incertezza e contrapposizione sulla legge elettorale: il testo base presentato giovedì dal relatore Andrea Mazziotti è stato ritirato stasera, vista la contrarietà di Pd, Lega, Ala, Svp e DirIt. A questo punto si allungano i tempi di approvazione della Legge, sia per ragioni procedurali, sia per le contrapposizioni  politiche, a cominciare da quale partito esprimerà il relatore.

Pd vota contro proporzionale

La Commissione doveva approvare il testo base, vale a dire la piattaforma su cui poi i gruppi potevano presentare gli emendamenti. Vista la divaricazione delle posizioni, Mazziotti aveva proposto un testo minimalista che estendeva l'Italicum dalla Camera al Senato: un proporzionale seppur con premio alla lista che supera il 40%. Il Pd punta ad un sistema più maggioritario, in particolare ad un Mattarellum rivisto, con il 50% dei deputati eletti in collegi uninominali e 50% con metodo proporzionale. Su questo sistema ha trovato l'adesione di Lega, Ala, Svp, Ala e DirIt: in tutto 26 voti su 49 della Commissione. Per il testo Mazziotti M5s, Fi, Ap e i piccoli partiti, mentre Mdp e SI erano per l'astensione. I Dem avrebbero comunque potuto dare un sì tecnico al testo Mazziotti per poi presentare come emendamento la propria controproposta, cosa che avrebbe permesso di rispettare il timing deciso. Invece i Dem hanno deciso di votare subito contro il proporzionale per evitare ambiguità.

Mazziotti: "Se fallisce legge elettorale colpa delle segreterie dei partiti"

Mazziotti, vista la contrarietà di Pd e degli altri ha ritirato il testo base: "non ho intenzione di andare avanti con un testo contro il partito di maggioranza relativa, non sono un incosciente". "Se ci sarà un fallimento" sulla legge elettorale, ha poi aggiunto, "non sarà imputabile al Parlamento, ma ai partiti a cui i gruppi parlamentari fanno capo. Perché i veti non nascono qui. Arrivano dalle segreterie di partito". Si è quindi aperta la questione del ruolo di relatore, con il Pd che vorrebbe che sia nominato un proprio esponente mentre Fi e M5s vorrebbero invece che Mazziotti continuasse. La decisione spetta comunque al presidente della Commissione, cioè allo stesso Mazziotti, che annuncerà mercoledì le sue intenzioni. Se lascerà dovrebbe assumere l'incarico Emanuele Fiano, capogruppo Dem in Commissione.

Legge elettorale, si allungano i tempi

Uno dei compiti del relatore è presentare il testo base e questo vale anche per la controproposta di testo base del Pd, del Mattarellum modificato, che verrà perciò depositata dopo aver sciolto il nodo relatore. Verranno quindi lasciati alcuni giorni ai gruppi per presentare gli emendamenti. L'obiettivo di portare la legge elettorale in Aula il 29 maggio diventa allora più problematico visti i tempi stretti. "Se avessimo adottato il testo Mazziotti - ha osservato oggi Alfredo D'Attorre (Mdp) parlando con Fiano e i giornalisti alla Camera - i tempi sarebbero stati stretti, così diventano strettissimi. Il Pd ci ha bloccato per 4 mesi con il suo congresso, non può pretendere che ora si voti allo schiocco di dita di Renzi". Ma il segretario Dem ritiene invece esattamente il contrario e cioé che siano i piccoli a voler frenare, cosa che, ha detto in una riunione, "sarebbe uno sgarbo al Presidente Mattarella". 

Leggi tutto