Attacco in Siria, Gentiloni: "Azione Usa risposta a crimini di guerra"

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Il premier ha ribadito la responsabilità di Assad per il raid con i gas del 4 aprile e ha sottolineato che "chi usa armi chimiche non ha attenuanti". Italia favorevole al negoziato. Impegno comune con Hollande e Merkel perché l'Europa contribuisca alla ripresa delle trattative. TUTTE LE REAZIONI - LE FOTO - VIDEO

Il premier italiano Paolo Gentiloni ha definito l’attacco Usa alla Siria come “una risposta motivata a un crimine di guerra” indicando come “responsabile” per il raid chimico del 4 aprile sulla popolazione siriana il regime di Bashar al-Assad. 

 

"Mai più immagini di sofferenze" - Il presidente del Consiglio ha poi ricordato l’atrocità degli attacchi chimici sferrati dal dittatore siriano vicino a Idlib: “Credo che le immagini di morte e sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito a utilizzo di armi chimiche sono immagini che non possiamo pensare di rivedere”. L’uso della armi chimiche è vietato da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, ha ricordato Gentiloni e “chi ne fa uso non può contare su attenuanti o mistificazioni”. 

 

La soluzione: negoziati internazionali - Il premier ha anche sottolineato che gli Usa hanno definito il lancio dei missili come un’azione “limitata” e quindi non si prevede un’escalation (LE FOTO). L’Italia, in quest’ottica, è convinta che la soluzione vada ricercata nel negoziato: “Questa è sempre stata e resta la nostra posizione”, ha sottolineato Gentiloni. L’auspicio è che le trattative avvengano sotto l’egida dell’Onu e con “un ruolo decisivo e costruttivo della Russia” (TUTTE LE REAZIONI).

 

Colloqui con Hollande e Merkel: impegno europeo per negoziato - Per Gentiloni, l’”azione di questa notte non deve ostacolare, ma accelerare, le chances di un negoziato politico per una soluzione duratura, che è l'unico antidoto serio per le minacce ancora presenti” in Siria. La strada delle trattative è condivisa anche dal presidente francese Francois Hollande e dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel con cui il premier ha confermato di aver avuto colloqui dopo l’attacco. I tre avrebbero ribadito l’impegno europeo a garantire una ripresa dei negoziati in Siria.

 

Alfano: “Azione militare Usa proporzionata” - Sull'attacco americano in Siria si era espresso, prima di Gentiloni, anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano: “L’Italia comprende le ragioni di un'azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonché quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall'Onu". Alfano ha sottolineato che "il governo segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione". Il ministro ha poi ricordato come “spietati” i raid contro la popolazione siriana in cui sono stati usati i gas: “Sono atti vili che l’Italia e l’Ue condannano fermamente e che si sommano alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Assad”.

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