Lavoro, Poletti: "Meglio giocare a calcetto che mandare curriculum"

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Polemiche per le parole del ministro pronunciate davanti ad alcuni studenti di Bologna. M5S: “Cartellino rosso”. Pd: “Affermazioni discutibili”. Poi la precisazione: “Frasi strumentalizzate, mai sminuito valore formazione”

Nel campo lavorativo "il rapporto di  fiducia è un tema sempre più essenziale": si creano più opportunità "a giocare a calcetto che a mandare in giro i curricula". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un incontro tenutosi a Bologna con gli studenti dell'istituto tecnico professionale Manfredi-Tanari sull'alternanza-scuola lavoro. Secondo Poletti, la dinamica delle relazioni è importante per il futuro lavorativo e "i rapporti che si instaurano nel percorso di alternanza scuola-lavoro fanno crescere il tasso di fiducia e quindi le opportunità lavorative". 

M5S: “Cartellino rosso per ministro” - Parole che hanno immediatamente scatenato la polemica politica, con il Movimento 5 Stelle che ha subito attaccato il ministro. “Da Poletti arriva l'ennesimo intervento a gamba tesa e, è il caso di dirlo, un calcio in faccia ai molti giovani disoccupati. Ormai non ci sono più commenti sulla sua scarsa sensibilità. E' da cartellino rosso", dicono i deputati “grillini” della Commissione Lavoro.

Pd: “Battuta capita da pochi” - Critiche anche dal Pd, con Antonio Misiani  che dice: "Certe affermazioni sono quanto meno discutibili, soprattutto se pronunciate da chi di lavoro si deve occupare istituzionalmente. Se il ministro Poletti voleva fare dell'ironia, l'hanno capita veramente in pochi".

Poletti: “Mai sminuito valore curriculum” - E il ministro - che ha dicembre era finito di nuovo nell'occhio del ciclone per una frase infelice sui cosiddetti "cervelli in fuga" - si è affrettato a correggere il tiro: “Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi, per questo voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l'importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell'utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola". 

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