Trattati di Roma, Gentiloni: "Non vogliamo un'Europa divisa"

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Il premier italiano, in vista delle celebrazioni per i 60 anni di una firma storica per l'Ue, incontra a Palazzo Chigi associazioni imprenditoriali e parti sociali europee. "Rivendichiamo un ruolo globale per l'Europa", ha detto. E ancora: "Rafforzare il modello di welfare europeo è una responsabilità che avvertiamo tutti"

Giornata di incontri europei a Palazzo Chigi per Paolo Gentiloni, in vista delle celebrazioni di domani dei 60 anni dei Trattati di Roma. Il premier italiano ha visto prima le associazioni imprenditoriali europee e poi i rappresentanti delle parti sociali europee. Presente anche il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

“Non vogliamo Europa divisa” - “Non vogliamo un'Europa divisa, l'Europa è unita e indivisibile. Ma vogliamo anche andare avanti su un'idea comune di Europa, ad esempio in aree come difesa e sicurezza. Abbiamo bisogno di una maggiore integrazione e rivendichiamo un ruolo globale per l'Europa”, ha detto Gentiloni incontrando le associazioni imprenditoriali nella biblioteca chigiana. Presenti, tra gli altri, anche Vincenzo Boccia ed Emma Marcegaglia. “L'Europa – ha aggiunto il premier – si trova di fronte a differenti sfide anche nuove, da Brexit al rinascere del protezionismo, ma abbiamo una opportunità per reagire. Per questo abbiamo bisogno anche di voi per sostenere il libero scambio, la crescita, un’agenda per l'innovazione e anche una Europa sociale”.

“Rafforzare il modello di welfare europeo” - Il presidente del Consiglio italiano, insieme al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, ha poi incontrato le parti sociali europee. “Bisogna proseguire nei processi di riforma, a livello europeo e degli Stati nazionali, per rendere le nostre economie più competitive e più capaci di guardare al futuro ma anche più coese e giuste”, ha detto Gentiloni. “Rafforzare il modello di welfare europeo – ha aggiunto – è una responsabilità che avvertiamo tutti. La nostra comunità trae dal lavoro la sua forza maggiore e il suo valore. Dal lavoro e dal saper fare deve partire qualsiasi riflessione sul futuro”. Il premier ha annunciato che in autunno, in Svezia, si terrà un vertice dedicato ai temi dell'Europa sociale. “Dobbiamo ripartire da un rinnovato spirito di fiducia, da una rinnovata passione civile e sociale per un'Europa del lavoro, per dare nuovo slancio alla nostra azione politica”, ha detto ancora Gentiloni.

“Difendere conquiste sociali negli Stati membri” - La crisi economica – ha aggiunto il premier – ha provocato in molti Stati membri crisi sociali. Le conquiste sociali sono uno degli elementi più importanti raggiunti in 60 anni di integrazione: dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere per difenderle in tutti gli Stati membri, come affermato in una lettera dal primo ministro greco. Dalla dimensione sociale può partire un nuovo slancio al processo di integrazione: è il momento di assumerci piena responsabilità”.

Juncker: non parliamo di cose che incidono sulla vita delle persone - Il riconoscimento alla Grecia sui temi sociali, secondo alcuni, sarebbe un segnale ad Alexis Tsipras. Segnale che sarebbe propedeutico alla firma della Dichiarazione di Roma da parte della Grecia, che ha espresso riserve sul documento. “La Grecia ha bisogno di noi, ma noi abbiamo bisogno della Grecia”, ha aggiunto Juncker. Che poi ha concluso: “In Europa noi non stiamo parlando delle cose che incidono sulla vita quotidiana delle persone ed è per questo che il divario tra i policy makers europei e la gente comune si sta allargando”.

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