Stadio Roma, Grillo: "Sì, ma non a Tor di Valle"

1' di lettura

La squadra e i proponenti insorgono. Il costruttore Luca Parnasi: “Dopo 5 anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione, non è ipotizzabile un sito alternativo”. Pallotta: il no sarebbe una catastrofe 

Il conto alla rovescia verso il 3 marzo corre, ma non c'è ancora una risposta del Campidoglio sul progetto del nuovo stadio della Roma, che però così com’è sembra sempre più a rischio. Beppe Grillo prima garantisce "Virginia Raggi farà una dichiarazione tra uno o due giorni". Ovvero venerdì, giorno a cui è slittato l'incontro con i proponenti previsto per  oggi, 22 febbraio, e rimandato su richiesta del Comune.

 

Grillo: No a Tor di Valle – Più tardi, però, il leader M5S boccia la "location" di Tor di Valle e scandisce: "Nessuno dice di no, diciamo di sì ma in una parte che non sia quella, è meglio farlo in una zona che non esonda".

 

 

Parmasi: non ci sono alternative - A stretto giro la risposta di As Roma e del costruttore Luca Parnasi: "Dopo 5 anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione nel rispetto di leggi, regolamenti e delibere, non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor Di Valle. L'area è sicura dal punto di vista idrogeologico e anzi il progetto, con investimenti totalmente a carico dei privati, va a sanare il rischio idrogeologico presente nel quartiere limitrofo di Decima, ben al di fuori del sito dove verrà progettato lo Stadio e dove abitano oltre 10 mila romani".

“Il No sarebbe una catastrofe” scrive invece su Twitter James Pallotta. 

 

La giornata in Campidoglio - Il botta e risposta arriva dopo una giornata in cui Grillo ha incontrato per 3 ore i consiglieri M5S in Comune, assente Raggi. La sindaca dovrebbe invece esserci venerdì al meeting chiave con i proponenti.

Per tutto il giorno la Raggi riflette sulla questione della  pubblica utilità per il progetto, concessa da Marino: l'idea è di legarla però al taglio delle cubature degli edifici. "Non so se si sta andando verso il no, si sta andando sicuramente verso delle cautelative che sta prendendo Raggi per il Comune - dice Grillo – perché la situazione è un po' complessa". Poi la dichiarazione serale che sembra il de profundis della delibera Marino. Ma il progetto potrebbe anche essere riperimetrato nella stessa area, secondo l'idea dell'ex assessore all'Urbanistica Paolo Berdini.

 

 

Cautelarsi da una causa milionaria, in caso di annullamento della delibera, è in questo momento la preoccupazione del Comune. Che però vaglia anche le cautele da prendere in caso di denunce e iniziative da parte della base e dei molti consiglieri contrari alla cementificazione che l'attuale progetto secondo loro comporta.

Leggi tutto