Attacco hacker alla Farnesina, Alfano:"Non violata parte criptata"

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Per il ministro degli Esteri, il compito di indagare sull'hackeraggio svelato dal Guardian spetta alla magistratura. E sulla presunta regia della Russia non si sbilancia: "Impossibile al momento stabilire responsabilità"

Nell’attacco hacker alla Farnesina dello scorso anno “fortunatamente tutta la parte criptata non è stata violata”. A dirlo è stato il ministro degli Esteri Angelino Alfano che si trova a Madrid per i lavori del Congresso del Partido Popular. “Sono state violate altre parti del sistema”, ha confermato Alfano, rivelando anche che su quanto successo sta indagando la magistratura e che la Farnesina ha provveduto a rafforzare il suo sistema.

 

L'esclusiva del The Guardian - La notizia dell’attacco hacker alla Farnesina è circolata per la prima volta venerdì, quando il quotidiano britannico “The Guardian” ha rivelato che Mosca avrebbe tentato di hackerare il ministero degli Esteri italiano, per quattro mesi, lo scorso anno. All’epoca dell’azione contro l’Italia, a dirigere la Farnesina c’era l’attuale premier Paolo Gentiloni. Dalla Russia, però, è subito arrivata una smentita:“Non ci sono fatti che lo provano”. 

 

"Impossibile attribuire ora responsabilità" - Alfano, sui possibili responsabili, non si è voluto sbilanciare e  ha ribadito che spetterà alla magistratura attribuire le responsabilità della violazione informatica. Il ministro è stato cauto anche sulle intenzioni del governo verso i colpevoli: solo quando sarà stata scoperta la vera identità degli hacker palazzo Chigi “valuterà il da farsi”. Al momento, per il titolare della Farnesina, “è impossibile, oltre che inutile, attribuire responsabilità”.

 

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