Pd, D'Alema: "Voto subito una follia". Bersani: "Congresso a giugno"

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L'ex premier in un'intervista si augura che prevalgano "buon senso e responsabilità" all'interno del partito, mentre l'ex segretario democratico attacca Renzi: "Basta giochetti, dica cosa vuole farw"

"Se prevalgono buon senso e responsabilità riprenderà il percorso ordinario che porta al congresso del Pd. Ma l'obiettivo resta la discontinuità con la stagione renziana. Serve un cambio di contenuti e di guida". Così Massimo D'Alema in un'intervista a la Repubblica interviene nel dibattito su elezioni anticipate e congresso che sta scuotendo i democratici. "L'idea di precipitare verso elezioni anticipate con una legge  proporzionale, con prospettiva certa di ingovernabilità, è una scelta  folle. Con quale progetto? Con quale ipotesi di alleanze", spiega l'ex premier, che aggiunge: "Non c'è prospettiva politica e non c'è legge elettorale. Finirebbe con lo spread a 400. E con la gente in mezzo  alla strada, non so se è chiaro". Per D'Alema, "non ci si rende conto  che siamo seduti su una polveriera".

 

Bersani: "Voto nel 2018 e congresso a giugno" - Di ieri anche la presa posizione netta di Pier Luigi Bersani: "Io sono per il voto nel 2018. Sono perché il governo governi, visto che i problemi di questo Paese sono tanti, a partire da lavoro e voucher. Di qui a giugno, poi, si faccia la legge  elettorale e a giugno si parta con il congresso". E rivolto a Renzi e agli altri big del partito: "Basta "giochetti - attacca - tutti dicano parole chiare e dicano quindi quando andare a votare".

 

La linea di Renzi - Indicazioni, quelle che arrivano da Bersani, molto lontane dall’orientamento del segretario ma che Renzi dovrà considerare se lunedì vorrà fare una proposta che eviti future scissioni. Il segretario dem è sempre convinto dell'opportunità di andare alle elezioni anticipate al più presto ma allo stesso tempo è pronto - riferiscono fonti parlamentari dem - a ragionare su uno schema diverso. E l'ex premier, anche se non si dovesse votare entro l'estate, non avverte la necessità di anticipare il congresso Pd, fissato, secondo lo statuto, a fine anno. 

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