Sisma, Gentiloni: "Non aspetteremo l'ok Ue, tutti capiscano gravità"

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge in favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Il premier sullo stanziamento di nuove risorse: "Non attenderemo il via libera di Bruxelles"

Per il presidente del Consiglio italiano c’è bisogno che tutti, e quindi anche l’Unione europea, “abbiano consapevolezza dell’importanza della gravità” della situazione delle aree colpite dal sisma e dal maltempo. Gentiloni ha ribadito questo punto durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto sul terremoto. Il premier ha ribadito anche che ora occorre "rispondere in modo adeguato" all’emergenza che ha colpito il Paese. 

 

Le misure del provvedimento sul terremoto - Il provvedimento prevede "tre grandi capitoli", ha spiegato Gentiloni che ha ribadito come sia necessario "accelerare sulle strozzature burocratiche" per superare la crisi. Il decreto si basa sulle misure di “semplificazione e velocizzazione” delle procedure e di intesa con l’Anac per tutto quello che riguarda i nuovi alloggi e quelli temporanei, le opere di urbanizzazione primaria, la rimozione delle macerie e le stalle.  Le “misure di semplificazione” interesseranno anche la costruzione di nuove scuole. Inoltre, sono state pensate delle norme che prorogheranno i “meccanismi di sospensione del pagamento dei tributi e agevolazione fiscale”. Le risorse stanziate dal decreto sono, secondo quanto detto dallo stesso premier, “di diverse centinaia di milioni”.

 

"Su risorse non aspetteremo l'ok dell'Ue" - Gentiloni ha ricordato anche che, nella lettera inviata ieri a Bruxelles, l'Italia ha fatto presente che avrà bisogno di nuove risorse per fronteggiare l'emergenza del terremoto. E per usarle, non aspetterà il via libera dell'Ue. Si parla di "almeno un miliardo" di euro che andranno aggiunti ai fondi già messi in campo nella legge di bilancio e con il nuovo decreto. Per il premier, il nostro Paese non si trova nella procedura di infrazione. "Abbiamo deciso da sempre di rispettare le regole", ha ricordato, "e non entrare in quella procedura nella quale sono un grandissimo numero di Paesi europei. L'Italia non fa parte di questo gruppo per tante ragioni, legate anche al peso del nostro debito pubblico che ci costringe a una politica di contenimento".

 

"Parlamento, Presidente della Repubblica e forze politiche decidono durata del governo" - Gentiloni ha poi commentato l’ipotesi di un voto anticipato dicendo che “la durata del governo per definizione non la decide il capo del governo: spetta al Parlamento, al presidente della Repubblica, alla dialettica tra le forze politiche alle quali guardo con il massimo rispetto". 

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