Napolitano:"No a voto anticipato". Bersani:"Se Renzi forza finisce Pd"

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L'ex segretario è pronto a far nascere un nuovo "soggetto ulivista, largo, plurale e democratico". Mentre l'ex presidente della Repubblica avverte: non si toglie la fiducia a un governo "per il calcolo tattico di qualcuno..."

“Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno”. È questo il parere espresso dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull’ipotesi del voto anticipato. Sulla questione si è poi espresso anche Pierluigi Bersani che, in un'intervista ad "Huffington Post", ha detto:"Se Renzi forza, rifiutando il congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, allora il Pd è finito". E, in questo caso, nascerebbe "un soggetto ulivista, largo, plurale, democratico".


Bersani: "No a licenziamento streaming" -
Bersani ha poi ricordato che "Il governo deve governare. Gentiloni vuole governare? Un presidente del Consiglio giura sulla Costituzione, non facciamo vedere un auto licenziamento in streaming alla direzione del Pd”. E sulle parole di Napolitano, il commento è stato questo: “Ha ragione, ma io non dico che non si può votare prima della scadenza. Dico andiamoci con ordine e con una legge elettorale decente”. L'ex presidente della Repubblica, conversando con i cronisti in Senato, aveva anche sottolineato che "per togliere la fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno..."

 

Tensioni nel Pd - Il parere di Napolitano e la nuova provocazione di Bersani si scontrano con le intenzioni dell’ex premier Matteo Renzi, che vuole andare al voto il prima possibile, fra fine aprile e giugno, nonostante le tensioni interne al Partito Democratico nate dopo l’ipotesi della scissione avanzata da Massimo D’Alema. Intanto, è arrivata la conferma che la legge elettorale approderà nell'Aula della Camera il 27 febbraio, se la Commissione Affari costituzionali ne avrà concluso l'esame. La decisione, presa dalla Conferenza dei capigruppo, ha visto l'appoggio di Pd, M5s, Lega e Fdi, mentre si sono detti contrari Fi, Ap e Sinistra italiana.

 

Il voto di M5s per il Legalicum - "Il Parlamento venga convocato subito in seduta permanente finché non si approva la legge. Votate la proposta del MoVimento 5 Stelle e poi al voto. Il dado é tratto", ha scritto Beppe Grillo sul suo blog per commentare la decisione di discutere la proposta di legge a fine febbraio. Per il leader del Movimento il Legalicum "è semplice e sarà votato da tutti i nostri portavoce alla Camera e al Senato" e i partiti che vogliono votare subito la legge "devono approvarla così come è".

 

 

Salvini : "Traditore, vergogna" - Non si è fatta attendere la replica del leader della Lega Nord Matteo Salvini che ha risposto alle parole di Napolitano su Twitter: "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita. #napolitanovergogna".

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