Giorno della memoria, Mattarella: ancora vivo germe dell'intolleranza

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Il capo dello Stato, durante le celebrazioni al Quirinale, ha sottolineato l'importanza di "ricordare" e "prevenire". Senza dimenticare "le colpe di chi, anche in Italia, si fece complice dei carnefici per paura, fanatismo o interesse"

Nella giornata della memoria dedicata all’Olocausto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea il "dovere di conoscere, indagare, studiare, riflettere. E prevenire". "Intellettuali, filosofi, storici, artisti hanno dibattuto a lungo sulla reale impossibilità di descrivere pienamente, il sistema Auschwitz" ha detto il capo dello Stato, ma "il silenzio di Dio, evocato da Wiesel, l'esilio della parola di cui parla Andrè Neher, non possono costituire però un ostacolo al nostro diritto-dovere di conoscere, indagare, studiare, riflettere. E prevenire. Nulla deve fermare la nostra volontà di ricordare, anche se ci provoca tuttora orrore e dolore".

 

"Ancora oggi dobbiamo chiederci: com'è possibile che, sotto forme diverse - che vanno dal negazionismo, alla xenofobia, all'antisionismo, a razzismi vecchi e nuovi, al suprematismo, al nazionalismo esasperato, al fanatismo religioso - com'è possibile, ripeto, che ancora oggi si sparga e si propaghi il germe dell'intolleranza, della discriminazione, della violenza?". 

 

Dal presidente della Repubblica anche l'omaggio ai "650.000 militari italiani deportati nei campi tedeschi perché dopo l'8 settembre si rifiutarono di servire Hitler. E' una pagina di storia, colma di sofferenza e di coraggio, che è parte integrante della Resistenza italiana e che non sempre è adeguatamente conosciuta". Ma, continua il presidente, "rammentare e onorare - com'è bene fare - i tanti giusti, le tanti azioni eroiche non cancella, tuttavia, le colpe di chi, anche in Italia, si fece complice dei carnefici per paura, fanatismo o interesse". 

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