M5S, salta l'accordo coi liberali. Grillo: fermati dall'establishment

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Il presidente di Alde, Guy Verhofstadt, dice no al gruppo comune a Strasburgo: "Troppe differenze". Il leader del Movimento sul blog: "Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi". Oltre il 78% degli iscritti grillini aveva detto sì alla fine dell'alleanza con l'Ukip di Farage in Europa

Salta l’accordo al Parlamento europeo tra il Movimento 5 Stelle e i liberali di Alde. Ad annunciarlo è stato il presidente del gruppo, Guy Verhofstadt. “Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie per portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa. Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave”, ha spiegato l'ex premier belga. Non si è fatta attendere la risposta del leader del Movimento, Beppe Grillo: “Ci ha fermati l’establishment”. Poche ore prima, i grillini avevano votato sul blog per abbandonare l’alleanza in Europa con l’Ukip di Nigel Farage e unirsi ai liberali di Alde. Decisione che aveva scatenato non poche polemiche.

"Non c'è abbastanza terreno comune" - A proporre il cambio tra Ukip e Alde era stato lo stesso Grillo, domenica scorsa. Le consultazioni online avevano approvato il passaggio a grande maggioranza: il 78,5% dei votanti, infatti, aveva detto sì. Tutto inutile. A bloccare l’alleanza ci ha pensato Verhofstadt: “Non c'è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde. Nelle questioni degli interessi condivisi, come l'ambiente, la trasparenza e la democrazia diretta, il gruppo Alde e il Movimento 5 Stelle continueranno a lavorare strettamente insieme”. Contro il M5S si era schierata anche la francese Marielle de Sarnez, vicecapogruppo dell'Alde: “Farò di tutto per impedire che succeda. Sarebbe un'alleanza empia”.

Grillo: "Fermati dall'establishment" - “L'establishment ha deciso di fermare l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima”, ha scritto Grillo sul blog dopo la notizia dell’accordo saltato. “Ora – si legge ancora nel post – continuerà l'attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Ddm”.

La bozza dell’accordo saltato - Prima dell’annuncio di Verhofstadt, era circolata una presunta bozza dell'accordo sui “principi” sottoscritto tra Grillo e l’ex premier belga il 4 gennaio. Tra i punti principali: rafforzare l'influenza dei cittadini europei nelle decisioni anche attraverso meccanismi di democrazia diretta, rinnovare il funzionamento dell'Unione europea attraverso delle riforme, una nuova governance per la moneta unica, fare in modo che l’Unione garantisca “che i valori e i principi fondamentali, stabiliti nei trattati, siano rispettati in tutta l'Ue". “Vogliamo anche porre termine alla inefficace ‘grande coalizione’ che ha monopolizzato il potere e paralizzato l'Europa per troppo tempo”, si legge ancora nella presunta bozza di accordo. In essa, Alde e M5S si definivano “forze riformiste che vogliono cambiare radicalmente il modo in cui l'Unione europea funziona oggi” e scrivevano di voler condividere “i valori fondamentali di libertà, uguaglianza e trasparenza”. Tra le proposte di riforma c’era anche quella di “una Commissione europea più efficace, più leggera, un Consiglio europeo riformato e un Parlamento europeo con più potere e con parte dei membri eletti su base transnazionale”. Alde e M5s convergevano anche sulla richiesta di dare ai cittadini “la scelta della leadership politica, sia nelle urne che attraverso altri strumenti”. I due gruppi concordavano anche sulla “riforma della zona euro”.
Era circolato anche l’accordo firmato il 6 gennaio tra Alde e M5S in cui, tra l’altro, l’eurodeputato grillino David Borrelli era designato vicepresidente del gruppo insieme a Marielle De Sarnez e Sophia in 't Veld e il Movimento s’impegnava ad appoggiare la candidatura di Verhofstadt alla presidenza del Parlamento europeo. 

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