Frasi sui cervelli in fuga, mozione contro Poletti. Bufera sul figlio

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“Comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo” scrivono Sinistra italiana, M5S, Lega e senatori del Gruppo Misto. Presentato esposto in Procura e alla Guardia di Finanza per verificare la regolarità dei contributi all'editoria concessi a Poletti Jr

Il ministro Giuliano Poletti nel mirino della minoranza Pd, con Roberto Speranza che twitta "via i voucher o sfiducia", e delle opposizioni, che hanno depositato due mozioni contro il titolare del Dicastero del Lavoro: una al Senato (di Sinistra italiana firmata anche da M5S, Lega e da alcuni senatori del Gruppo Misto) e una alla Camera (del M5S con l’appoggio di Si).

 

Bufera sul figlio - Ma al centro del dibattito in queste ore finisce anche il figlio del ministro, direttore del settimanale Sette Sera. La Lega Nord per voce del segretario provinciale di Ravenna, Samantha Gardin, annuncia "un esposto in Procura e alla Guardia di Finanza per verificare la regolarità dei contributi all'editoria concessi a Poletti Jr con suo padre nel ruolo di Ministro". Si parlerebbe di mezzo milione di euro.

 

Le parole di Poletti - Quanto alle mozioni, invece, a scatenare le reazioni di deputati e sentori sono state le sue dichiarazioni sui giovani che hanno deciso di lasciare il Paese e che quindi “si sono tolti dai piedi”. Ecco le sue parole: “Se 100mila giovani se ne sono andati dall'Italia, 'non è che qui sono rimasti 60 milioni di 'pistola'... Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi'”. (Da dove partono gli italiani che vanno all'estero? MAPPA)

Nonostante il dietrofront del ministro, che si è scusato e ha chiarito sulla sua pagina Facebook il senso della sua affermazione, continua dunque ad infuriare la polemica.

 

 

 

Mozioni di sfuducia - Nelle ultime settimane, si legge nella mozione depositata al Senato da Sinistra Italiana, M5S, Lega e alcuni senatori del Gruppo Misto, il ministro “ha dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili".

 

Jobs Act - La mozione, oltre alle frasi sui giovani, cita la dichiarazione "inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini" di Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche.

Quanto alla mozione presentata alla Camera dal M5S, Sinistra italiana fa sapere che, pur non avendo potuto presentarla (“Non abbiamo i numeri a sufficienza, occorrono infatti le firme di 63 deputati”) ha intenzione di votarla in Aula. “Prima se ne va Poletti, meglio è” , conclude il capogruppo Arturo Scotto.

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