Sala, pochi giorni per decidere. Lettera di sostegno da 135 sindaci

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Il primo cittadino di Milano ha rimesso le deleghe alla sua vice, dopo aver appreso di essere indagato per un appalto Expo. La situazione potrebbe forse sbloccarsi già prima di Natale. L'appello degli altri amministratori: "Gesto nobile, ma riprenda la sua funzione"

Forse già prima di Natale Beppe Sala potrebbe chiarire la sua posizione e decidere se tornare a fare il sindaco di Milano oppure dimettersi. E' il quadro che sembra profilarsi in seguito alla mossa del primo cittadino di autosospendersi dopo avere appreso di essere indagato dalla procura generale di Milano per un appalto di Expo. Un scelta definita "eccessiva" dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone: “Non c'è nemmeno un invito a comparire - sostiene Cantone - solo una mera ipotesi investigativa. Comunque ognuno fa le sue scelte, ed è giusto rispettarle”. Ad appellarsi a Sala perchè riprenda le sue funzioni, con una lettera, anche 135 sindaci di comuni italiani.

Autosospeso fino a chiarimento - Il sindaco “autosospeso” ha però fatto sapere che la sua decisione, un vero fulmine a ciel sereno per la città, sarà valida solo fino a quando la sua posizione non verrà chiarita dai pm. Un modo forse per sollecitare la procura a fare chiarezza nel più breve tempo possibile, evitando di lasciare una città importante come Milano con un sindaco su cui pende la spada di Damocle di un’indagine.

Il regolamento comunale
- Di sicuro la strada dell’autosospensione è apparsa una novità per molti. E lo stesso prefetto Marangoni avrebbe detto a Sala che formalmente l’istituto, previsto dalla legge Severino, è applicabile solo in caso di condanna di primo grado come era successo con il sindaco di Napoli De Magistris.  Sala, tuttavia, si sarebbe invece attenuto a un regolamento comunale che prevede in alcuni casi (malattia o ferie del primo cittadino) la possibilità di rimettere le deleghe al vicesindaco, in questo caso Anna Scavuzzo. Una sospensione che tuttavia non può durare mesi, ma solo poche settimane, se non giorni.  

Forse soluzione già nei prossimi giorni - Ed è per questo che si attendono i prossimi passi forse anche già prima di Natale. Sala potrebbe essere infatti sentito dai pm, chiarire la sua posizione, e decidere a quel punto se riprendere in mano le deleghe e restare sindaco oppure dimettersi. Ma, dopo i tanti attestati di stima ricevuti e dalle indiscrezioni che filtrano dal suo entourage, come riporta anche il Corriere della Sera, la scelta sarebbe quella di non mollare.

La vicesindaco: "Milano c'è" - Intanto, nella prima uscita pubblica dopo l'autosospensione di Sala, la vicesindaco Anna Scavuzzo ha voluto tranquillizzare i milanesi: “C'è la consapevolezza che Milano c'è, il Comune c'è, ma anche il sindaco c'è. Le due parole che mi aiutano a prendere il testimone sono impegno e determinazione”.

 

135 sindaci scrivono a Sala  - A Beppe Sala, intanto, arriva il sostegno di 135 sindaci che in una lettera aperta lo invitano a riprendere le sue funzioni. “La decisione del nostro collega (….) è certamente un gesto di grande sensibilità pieno di dignità e orgoglio. Lo comprendiamo e lo rispettiamo. Ma gli chiediamo di riprendere la sua funzione” scrivono colleghi da tutta Italia, tra i quali il sindaco di Catania e presidente del consiglio dell'Anci, Enzo Bianco.


 

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