Gentiloni: "Governo dura finché ha la fiducia. Rivendico lavoro fatto"

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Dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio alla Camera. "Priorità al terremoto" dice. E chiede "rispetto a Renzi per la sua coerenza". Stasera il voto. M5S e verdiniani disertano l'Aula

"Il governo che si presenta a ricevere la fiducia è un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre Istituzioni. E intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell'Italia e i problemi degli italiani. I compiti di un governo sono definiti dalla Costituzione e il suo profilo politico è iscritto nel quadro della maggioranza del governo precedente che non è venuta meno. Per qualcuno è un limite, io lo rivendico, rivendico il grande lavoro fatto alle spalle ed i risultati ottenuti di aver rimesso in moto il Paese". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni inizia le dichiarazioni programmatiche alla Camera, che voterà la fiducia al governo a partire dalle 18,45, secondo il calendario preparato dalla conferenza dei capigruppo. E sottolinea: "Lascio alla polemica politica il dibattito sulla durata del governo: il governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento, come dice la Costituzione". 
 

La replica del premier prima del voto di fiducia:

 

 

"Coerenza di Renzi" e "ferma guida di Mattarella" - "Il mio governo nasce in un contesto nuovo creato dalla bocciatura del referendum (LO SPECIALE) e dalla scelta di dimettersi di Renzi. Questa scelta, che ha originato la crisi, non era obbligata ma ampliamente annunciata e averla compiuta è un atto di coerenza a cui non solo noi del governo e della maggioranza ma tutti gli italiani che hanno a cuore la dignità della politica dovrebbero guardare con rispetto". E sul presidente della Repubblica: quanto è successo politicamente e che ha portato al nuovo esecutivo "sulla base della ferma guida di Mattarella, ha determinato i tempi rapidi del nuovo governo e ne ha definito il programma".

 

Agenda di lavoro fitta, priorità al terremoto - "Spetta a me indicare le priorità del governo. La prima è senz'altro l'intervento nelle zone colpite dal terremoto - afferma il premier - Abbiamo avuto una risposta straordinaria ma siamo ancora in emergenza e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell'Italia centrale e da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nel programma a lungo termine su Casa Italia, che interviene sugli elementi più profondi dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel Paese".

 


 

"Completare lavoro fatto fin qui" - Gentiloni ha detto che "spetta a me indicare le priorità della nostra azione, tesa a completare il lavoro fatto fin qui". E ancora: "Le consultazioni hanno evidenziato l'impossibilità di una convergenza generale nel sostegno al governo di responsabilità che pure era stata invocata. Ne abbiamo preso atto, procedendo nel quadro della maggioranza anche se ci auguriamo possano maturare apporti e convergenze più larghe sui singoli provvedimenti".

 

"Pronti a collaborare con gli Usa" - "Approfitto per dire che noi siamo pronti a collaborare con quello è da sempre nostro principale partner, gli Stati Uniti, forti dei nostri principi" assicura Gentiloni. E sulla situazione economica: "L'Italia ha una economia forte, non ci possono essere scorribande su questo fronte e lo dimostrano le profezie sbagliate di apocalisse in base all'esito in un senso del referendum. Questa è l'Italia". E assicura: "Il governo è pronto ad intervenire per garantire la stabilità degli istituti" bancari.

 

"Fare di più per il Sud" - Priorità anche al Sud."Dobbiamo fare molto di più per il Mezzogiorno. La decisione di formare un ministero esplicitamente dedicato al Sud non deve far pensare a vecchie logiche del passato, al contrario noi abbiamo fatto molte cose per il Mezzogiorno ma credo che sia insufficiente la consapevolezza che proprio dal Sud possa venire la spinta forte per la crescita economia". 

 

De Vincenti: Mezzogiorno al centro dell'attività del governo

 


 

Su legge elettorale governo non protagonista - Oltre all'agenda del governo "prenderà corpo tra le forze parlamentari un confronto sulla legge elettorale per la necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato, confronto nel quale il governo non sarà attore protagonista, spetta a voi la responsabilità di promuovere e provare a cercare intese efficaci. Certo non staremo alla finestra cercheremo di facilitare e sollecitare", l'accordo. "La sollecitudine del governo rispetto alla legge elettorale non deriva dalla valutazione della durata dell'esecutivo ma dalla consapevolezza che il sistema istituzionale ha bisogno di regole certe". 

 


 

Stasera il voto di fiducia - Dopo le dichiarazioni di Gentiloni, alla Camera inizierà il dibattito. La replica di Paolo Gentiloni avrà inizio alle 16 e sarà seguita dalle dichiarazioni di voto. Alle 18:45 avrà inizio la 'chiama' per la votazione di fiducia che dovrebbe concludersi intorno alle 20. M5S e Lega non parteciperanno. Gentiloni conta su numeri solidi fra i deputati, ma meno al Senato dove Verdini ha annunciato che farà mancare l'appoggio di Ala in assenza di una presenza al governo. Ieri si è insediato ufficialmente il nuovo governo, dopo il giuramento al Quirinale. Diciotto i ministri, di cui 12 del passato esecutivo confermati. Dure critiche dalle opposizioni, con la Lega e il M5s che si rivolgono alla piazza. Al governo arriva invece l'appoggio del presidente di Confindustria Boccia che giudica positivamente la riconferma di molti ministri.

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