Gentiloni accetta incarico governo con riserva e avvia consultazioni

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"Svolgerò questo ruolo con dignità e responsabilità" assicura il premier incaricato dopo l'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La maggioranza sarà la stessa "per indisponibilità delle maggiori forze di opposizione a condividere la responsabilità". E aggiunge: "La coerenza di Renzi merita rispetto"

"Ringrazio il presidente della Repubblica per l'incarico conferito, lo considero un alto onore e cercherò di svolgere il compito con dignità e responsabilità". Paolo Gentiloni usa queste parole al termine dell'incontro con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. E' lui il premier incaricato di formare il nuovo governo, dopo le dimissioni di Renzi in seguito alla vittoria del No al referendum costituzionale. Nella giornata di domenica Gentiloni ha incontrato anche i presidenti di Camera e Senato e poi ha avviato le consultazioni con i partiti (che si concluderanno nella giornata di lunedì e a cui non parteciperanno né Lega né Movimento 5 Stelle).

"Il quadro ampio e articolato delle consultazioni svolte dal presidente della Repubblica - ha spiegato il premier incaricato - sarà la base del lavoro per definire composizione e programma del nuovo governo". Gentiloni (IL PROFILO) intende "accompagnare e se possibile facilitare il percorso delle forze parlamentari" per definire le nuove regole elettorali. Poi ha assicurato: "Tenendo presente l'urgenza conto di riferire al presidente della Repubblica al più presto possibile" (TOTOMINISTRI).

"La coerenza di Renzi merita rispetto" - Nelle dichiarazioni rilasciate al termine dell'incontro con il Capo dello Stato, il presidente del Consiglio incaricato ha poi sottolineato: "Dalle consultazioni è emersa la conferma della decisione di Renzi di non accettare un reincarico in coerenza con l'impegno che aveva manifestato e questa coerenza merita rispetto e da parte di tutti". E proprio poche ore prima, in un post su Facebook, Renzi aveva confermato le sue dimissioni dicendo però che non lascerà la politica.

 

"Ci muoveremo nel quadro del governo uscente" - Nelle consultazioni è stata registrata "l'indisponibilità delle maggiori forze di opposizioni a condividere un governo di responsabilità. Quindi non per scelta, ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente" ha poi reso noto Gentiloni. 

 

"Urge governo con pieni poteri" - E ancora: "Sono consapevole dell'urgenza di dare all'Italia un governo nella pienezza dei poteri, per rassicurare i cittadini e affrontare con massimo impegno e determinazione le priorità internazionali, economiche, sociali, a iniziare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto".

 

Consultazioni di Gentiloni alla Camera - Lasciato il Quirinale, il presidente del Consiglio incaricato è andato a incontrare i presidenti dei due rami del Parlamento, Pietro Grasso (VIDEO) e Laura Boldrini (VIDEO). Alle 18 sono iniziate nella sala del Cavaliere della Camera le consultazioni del premier incaricato. Tra i gruppi che dovrebbero incontrare Gentiloni anche quello dei verdiniani. Gli incontri del premier incaricato continueranno poi lunedì, con Forza Italia nella mattinata e il Partito democratico che chiuderà le consultazioni alle 12:45. Movimento 5 Stelle e Lega Nord hanno fatto sapere che non parteciperanno a queste consultazioni.

 

Salvini: fotocopia sfigata di Renzi - Dure le reazioni delle opposizioni. "Incredibile. Domenica scorsa 32 milioni di italiani hanno votato per scegliere la loro Costituzione e la maggioranza ha bocciato Renzi. Oggi il PD, Mattarella e Napolitano si inventano il quarto Premier non eletto da nessuno, la fotocopia sfigata e inutile di Renzi. Questi ci prendono per il c..o! Noi non ci arrendiamo, daremo battaglia a questa cricca. #votosubito". Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che conferma la
manifestazione di piazza per il 17 e il 18 dicembre prossimi. Anche la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni annuncia la manifestazione del 22 gennaio mentre M5S assicura che non staranno a guardare.

 

 

L'ascesa del renziano mite 

 


 


 

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