Dimissioni Renzi, domani in Senato il voto sulla manovra

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Il Pd accelera e punta ad arrivare all'approvazione della legge di bilancio entro domani sera. Cresce l'attesa per la direzione del partito. Anche i 5 Stelle si incontrano mercoledì. M5S all'attacco, Di Battista: "Non ci sediamo al tavolo con questi bari". SPECIALE - VIDEO - MAPPA VOTO

Il governo chiederà la fiducia sulla legge di bilancio e punta ad arrivare al voto in Aula entro domani sera. Le dichiarazioni di voto cominceranno alle 12 e la prima chiama è prevista per le 13.30. Ieri il presidente della Repubblica ha congelato le dimissioni del capo dell'esecutivo Matteo Renzi, conseguenti alla vittoria del  "No" al  referendum  (SPECIALE  - VIDEO  -  MAPPA VOTO), fino all'approvazione della manovra che dovrebbe arrivare dunque domani stesso.

Il calendario deciso dalla Conferenza dei capigruppo - La decisione di arrivare al voto di fiducia entro domani sera sulla legge di bilancio è stata presa dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che si è conclusa dopo circa un'ora e mezzo di dibattito. Il voto sul calendario è avvenuto a maggioranza e quindi dovrà essere confermato in Aula.
L'esame del provvedimento, spiega la presidente del gruppo Misto Loredana De Petris contraria all'ipotesi di mettere la fiducia su un provvedimento che si sarebbe dovuto cambiare "per consentire al governo di mantener fede agli impegni presi", "avverrà dunque stanotte". "Non si era mai visto - incalza Tito di Maggio di Cor - che un governo dimissionario chiedesse la fiducia".

Elezioni quanto prima - Sul dopo, alcuni esponenti del Pd vicini a Matteo Renzi, come il deputato Matteo Richetti, chiedono elezioni subito. Ed è lo stesso scenario ipotizzato anche dal ministro dell'Interno Angelino Alfano (intanto l'Udc ha lasciato il gruppo di Area Popolare, costituito insieme a Ncd). Bersani invece risponde così all'ipotesi urne anticipate: "Non si vince sulle macerie del Paese". 

Attesa per la direzione Pd - 
In casa democratica, però, cresce anche  l'attesa in vista della direzione Pd, prevista per domani alle 15, con alcuni esponenti vicini a Renzi che si dicono convinti che il segretario Pd non si dimetterà anche da quella carica. 

M5S e Forza Italia alla finestra - E si riuniscono nelle prossime ore anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle e i dirigenti di Forza Italia. Secondo quanto si apprende i 5 Stelle dovrebbero riunirsi nella serata di mercoledì, al termine della direzione Pd. 

Di Battista: "No al tavolo con i bari" - "Non ci faremo trascinare in estenuanti trattative sulla legge elettorale”, scrive Alessandro Di Battista sul blog di Beppe Grillo. “Il Paese è stufo. Per noi l'Italicum, la legge elettorale che loro si sono votati, ha dei profili di incostituzionalità (se fosse così chi l'ha votata dovrebbe vergognarsi e sparire dalla scena politica). A ogni modo ce lo dirà la Corte Costituzionale. Una volta che si sarà  pronunciata andremo al voto con quella legge corretta, sia alla Camera che al Senato. Punto. E, finalmente, il Popolo italiano deciderà chi dovrà governare il Paese".




Alfano: voto a febbraio
- Ma tra i principali leader politici si parla anche dei tempi delle nuove elezioni. In attesa di capire chi guiderà un eventuale governo di transizione (foto), il ministro dell'Interno e leader Ncd Angelino Alfano è convinto che si andrà a votare a febbraio. Lo stesso Alfano si è poi rivolto a Forza Italia: "Noi abbiamo detto che chi va cercando pretesti per far proseguire la legislatura, mi riferisco in primo luogo a FI, sappia che non lo otterrà gratis. E' troppo comodo da parte di FI far proseguire la legislatura e scaricare il peso su altri: per quanto ci riguarda così non si va avanti".

 

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