Referendum, Renzi: "Sì rafforza Italia". Grillo: "Paese spaccato"

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Il presidente del Consiglio: “In 48 ore ci giochiamo il futuro dei prossimi 20 anni”. Delrio: “Se vince il No, credo che il premier si dimetterà”. Berlusconi: “Un No contro l’ex sindaco padrone dell'Italia". Salvini: “Voti inventati per il Sì all’estero”

Nelle piazze l'ultima sfida prima del silenzio  (VIDEO - LO SPECIALE SUL REFERENDUM). Il premier chiude la campagna per il Sì a Firenze: "Sono un po' stanchino, ma gasatissimo, perché questa rimonta spettacolare possiamo portarla a casa. Siamo  alle 48 ore decisive che possono cambiare il futuro dei nostri figli". “Elezioni anticipate se passa la riforma? Fantapolitica” aveva affermato in precedenza. E rilancia: “La partita è apertissima, siamo sul filo”. Sul fronte del No, il M5S si schiera a Torino: “Il paese è spaccato - dice Grillo da palco - .Chiunque vinca”. E aggiunge: "Abbiamo tutti contro. Se lunedì perdiamo, perdiamo contro il mondo". In ogni caso, "non avrò grandi scompensi lunedì, in caso di sconfitta, perché anche se perdiamo sarà una perdita straordinaria, che ci darà ancora più forza". 

 

 

 

Grillo: Paese diviso in due - "Siamo in una  stasi mentale, in una situazione neurogastrologica", afferma il leader del M5S. “Questa riforma che vogliono far passare ha un impianto legislativo che non capisce nessuno – aggiunge - . Lo fanno apposta perché la complessità il cervello non la vuole, lo manda in depressione. La gente non capisce e non reagisce più così loro ti rubano tutto, anche l'acqua pubblica e la scuola pubblica".
 


 

Renzi: un Paese più semplice crea più posti di lavoro – Renzi, invece, come affermato anche a Sky TG24, sostiene che “i danni del No si vedrebbero già da lunedì mattina". Il bivio di domenica “ non riguarda il governo, me e i ministri, ma la possibilità che i nostri figli nei prossimi 20 anni non restino a lamentarsi". La partita “è apertissima”. E in serata, a Firenze dove ha chiuso la campagna referendaria, ha detto che "queste riforme non servono alla classe politica ma ai cittadini perché un Paese più semplice e più agile crea più posti di lavoro soprattutto al Sud. Il sì non serve a rafforzare il governo, ma l'Italia". "Ci sono stati toni sbagliati, accesi, insulti - ha riconosciuto - ma nell'uno e nell'altro campo ci sono state persone che si sono appassionate e allora io vedo tanta speranza nel fatto che ci siano milioni di persone che vanno a votare su un referendum su come funziona il sistema istituzionale". E a chi avanza dubbi sulla legittimità delle operazioni, Renzi risponde:  "Sono ridicoli ad instillare dubbi e problemi che non esistono. Questo non è il voto dei brogli è il voto degli italiani". 
 

 

 

Boschi: ore decisive -  E’ d’accordo il ministro per le Riforme Boschi, che afferma: “Queste ultime ore sono decisive per il voto di domenica. Non possiamo mollare. C'è un 20% di indecisi che ancora non sa se e come votare. Tocca a noi dare una mano a queste persone perché capiscano che il 4 dicembre ci giochiamo una parte importante del nostro futuro”.
 


 

Delrio, se vince No credo che Renzi si dimetterà -  Interviene anche il ministro dei Trasporti Delrio che, convinto della vittoria del Sì, afferma: “Se dovesse vincere il No, credo che Renzi andrà dal Capo dello Stato a rassegnare le dimissioni”.

 

 

Berlusconi: no a Renzi padrone dell'Italia -  Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sceglie di rivolgersi ai suoi elettori attraverso un videomessaggio su Facebook. Ricorda che per il referendum costituzionale non serve il quorum, quindi, "se anche votasse un solo italiano e votasse  sì, il referendum sarebbe valido con effetti devastanti per la nostra democrazia". E invita gli italiani ad andare alle urne "per evitare che Renzi diventi il vostro padrone e il padrone dell'Italia". 


 

 

Salvini: voto all'estero comprato - Continua intanto a scatenare polemiche il voto degli italiani all'estero, che si è concluso il 1 dicembre. "Nonostante i voti inventati o comprati in giro per il mondo da Renzi, il voto degli italiani farà vincere il No" attacca il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i cronisti davanti a palazzo Chigi. "Io penso che nei consolati e nelle ambasciate ne siano successe di cotte e di crude. Ma conto sul fatto che il voto degli italiani, quello dei romani, dei milanesi, dei torinesi o dei napoletani, sarà un voto per il no che supererà anche gli eventuali Sì inventati e comprati da Renzi in giro per il mondo. Non sono preoccupato". 

 

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