Referendum costituzionale, ecco tutti i risparmi della riforma

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Tra le stime del Governo e i calcoli della Ragioneria dello Stato la proporzione è di circa 1 a 10. La quota maggiore deriverebbe dalle novità riguardanti il Senato

Tra le stime del Governo sui risparmi che porterebbe la riforma costituzionali e quelli calcolati su richiesta dell’Esecutivo dalla Ragioneria dello Stato nell’autunno del 2014, la proporzione è di circa 1 a 10. Cinquecento milioni per il Governo, poco più di 57 per la Ragioneria.

La stima governativa incorpora i risparmi dell’abolizione delle Province, ma la minore spesa di circa 320 milioni è effetto della legge Delrio approvata circa 2 anni fa. (SPECIALE REFERENDUM)

 

Le novità riguardanti il Senato. Riguardo il Senato non ci sarà più alcuna indennità per i senatori, sia per i 95 eletti, sia per quelli nominati dal Presidente della Repubblica. Il risparmio derivante da questa esclusione, dedotto dal Rendiconto 2015 del Senato, è di oltre 40 milioni l’anno. Resta in vigore la diaria. Qui il risparmio è dovuto al ridotto numero dei senatori ed è stimato in circa 9 milioni di euro l’anno. Sui rimborsi il risparmio è di circa 15,6 milioni; per il minor numero delle assicurazioni sarà invece di 1,2 milioni. Risparmi anche per i gruppi parlamentari e le Commissioni: 16,6 milioni nel primo caso e 427mila euro nel secondo.

 

Quanto si risparmia dall'abolizione del Cnel. Il Cnel verrà abolito dalla riforma. Decadono così consiglieri, presidente e vicepresidente. Con loro decadono i loro stipendi, che sommati alle spese di funzionamento dell’ente fanno risparmiare circa 2,9 milioni di euro.

 

I conti delle Regioni. Difficile stimare i risparmi provenienti dalle indennità dei Presidenti di Regione e dai consiglieri regionali. Più chiaro il risparmio derivante dall’abolizione dei rimborsi ai gruppi dei consigli regionali. Considerando le cifre del 2014, la riforma permette di risparmiare circa 32 milioni di euro.

 

Quanto si risparmia dai dati certi. In conclusione al netto di ciò che è ancora incerto perché rimandato a leggi ordinarie da approvare successivamente, la riforma consentirebbe risparmi per circa 116 milioni di euro l’anno. Circa il doppio delle previsioni della Ragioneria e poco meno di un quarto di quanto sostenuto dal Governo. 

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