Referendum, FT: "Con No 8 banche a rischio". Ocse per il Sì

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Colla il titolo Monte dei Paschi in Borsa. "Se vince il  NO si rischia il governo tecnico", avverte Renzi. Bossi chiede il congresso e attacca Salvini: "La base non lo vuole più"

Meno sei giorni al referendum (LO SPECIALE). Renzi avverte: "Si rischia un governo tecnico". Ma nel dibattito irrompono Financial Times e Ocse, con il giornale finanziario che sentenzia: “Con il NO a rischio otto banche”. Notizia che affossa il titolo Mps in Borsa in una giornata che vede tutti i bancari in sofferenza. Torna anche a salire lo spread con i bond tedeschi. 

 

FT, se vince il No fino a 8 banche a rischio – Scrive il giornale britannico: se il prossimo 4 dicembre "il premier Matteo Renzi perderà il referendum costituzionale fino a 8 banche italiane, quelle con più problemi, rischiano di fallire".

Gli otto gli 8 istituti a rischio sono, sempre secondo il foglio della City: Monte dei Paschi di Siena, la Popolarte di Vicenza, Carige, Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e CariFerrara.

Citando funzionari e banchieri di alto livello, FT sostiene che l'eventuale vittoria del No tratterrebbe "gli investitori dal ricapitalizzare" gli istituti in difficoltà. "Renzi che ha detto che si dimetterà se perderà il referendum, ha promosso una soluzione di mercato per risolvere i problemi da 4.000 miliardi di euro del sistema bancario italiano". E nel caso di dimissioni di Renzi i banchiere temono "la protratta incertezza durante la creazione di un governo tecnico".


Giù la borsa di Milano
- Sull'onda dell'articolo del Financial Times e della decisione della Consob di dare il via libera alla conversione volontaria di bond subordinati in azioni crolla il titolo di Monte dei Paschi di Siena in Borsa che arriva a perdere fino a 14% per poi risalire a -9%. Male tutti i bancari che spingono verso il basso Piazza Affari in una giornata che comunque vede in territorio negativo tutti i listini europei. Male anche lo spread, che risale sopra quota 190 punti. 
 

Ocse per il Sì - Intanto prende posizione sul referendum anche l'Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. secondo cui il "Sì" sarebbe "un passo" per le riforme in Italia perché  "semplifica il processo legislativo e chiarisce le responsabilità tra  governo centrale e locale che impediscono gli investimenti pubblici e  privati". L'Ocse lo scrive nel "economic Outlook di novembre, secondo il quale il Pil crescerà dello 0,8% nel 2016, dello 0,9% nel 2017 e dell'1% nel 2018. 
 

Meno sei al referendum – Continua, intanto, la campagna referendaria del presidente del Consiglio a sostegno del Sì unica via  - dice - per scongiurare il rischio governo . “Non starò a vivacchiare se vincesse il No”, ribadisce Renzi. Schierato per il No, invece, l’ex presidente del Consiglio dell’ultimo governo tecnico del nostro Paese: Mario Monti. A Sky TG24, aggiunge poi di “non prevedere né auspicare un governo tecnico”.

 

Il fronte del No - Strade diverse ma obiettivo comune per il fronte del No, che tra piazze e teatri (FOTO), lavora per l'appuntamento del 4 dicembre. Lega Nord e Fratelli D'Italia ribadiscono la necessità di aprire una fase nuova dal 5 dicembre, ma nella lega scoppia il caso Umberto Bossi, che chiede il congresso, perché dice, la base è stufa di Salvini.

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