Referendum, quali sono i compiti del Cnel

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In caso di vittoria del sì, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro sarà cancellato

Uno dei pochi punti della riforma costituzionale che mette d’accordo il fronte del Sì e il fronte del No al referendum (LO SPECIALE) è l’abolizione del Cnel, un ente giudicato inutile e costoso pressoché all’unanimità. Da quando fu istituito, nel 1958, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ha “inghiottito” circa un miliardo di euro.

 

Le funzioni - Previsto dall’articolo 99 della Costituzione, il Cnel nacque per rappresentare gli interessi del mondo del lavoro e delle professioni. Ma la sua missione è stata disattesa, perché la mediazione ha seguito la corsia preferenziale del confronto diretto tra politica e parti sociali: i 14 disegni di legge presentati dal Cnel non sono mai stati approvati.

 

L'organico - Oltre al presidente e ai due vicepresidenti, l’organico del Cnel si compone di 64 consiglieri e 57 dipendenti. I consiglieri - rappresentanti del mondo dell'impresa, dei sindacati, del lavoro autonomo e delle associazioni del terzo settore - restano in carica 5 anni. Attualmente dei 64 consiglieri sono rimasti al loro posto solo 24.

 

I costi - Dopo i pesanti tagli dell’ultima legge di Stabilità, che ha disposto l’abolizione di tutte le indennità, il bilancio del Cnel si è ridotto a 8,7 milioni. Più della metà serve per i dipendenti, che in caso di abolizione non potranno essere licenziati: passeranno alla Corte dei Conti.

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