Laura Boldrini: "Basta insulti sul web". E pubblica nomi e cognomi

Laura Boldrini espone fuori dalla Camera un drappo rosso contro il femminicidio (Foto d'archivio)
1' di lettura

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne la presidente della Camera ha scritto un post dove denuncia le minacce ricevute nell'ultimo mese: "Mi hanno chiamato i vertici di Facebook. Ci sarà un incontro". La violenza sulle donne in Italia: INFOGRAFICA

Un post su Facebook per mostrare alcuni degli insulti e delle minacce ricevuti solo nell’ultimo mese. Per discutere di come i social network possano essere veicolo di odio. Con tanto di nomi e cognomi degli utenti. C’è tutto questo nel messaggio che la presidente della Camera Laura Boldrini ha pubblicato in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (I casi in Italia: INFOGRAFICA). E qualcosa si è mosso: "In seguito alla mia scelta di pubblicare i nomi di chi mi ha offeso e insultato online oggi ho ricevuto una telefonata dai vertici internazionale di Facebook. Ci hanno contattato per avere presto un incontro", ha detto la presidente.

 

Il messaggio su Facebook - “Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?”, si chiede Laura Boldrini. “Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale”. Nel post sono riportati otto commenti che vanno da “Ma mai nessuno l’ammazza a sta terrorista” a “Per Natale voglio stare chiuso in una stanza con te, soli, tu ed io. Solo noi e la mia accetta. Partirei con il taglio delle mani”, passando per insulti a sfondo sessista e minacce di vario tipo. “Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell’ultimo mese - ha scritto la presidente della Camera - Ho deciso di farlo anche a nome di quante vivono la stessa realtà ma non si sentono di renderla pubblica e la subiscono in silenzio. Ho deciso di farlo perché troppe donne rinunciano ai social pur di non sottostare a tanta violenza. Ho deciso di farlo perché chi si esprime in modo così squallido e sconcio deve essere noto e deve assumersene la responsabilità”.

 

 

Il commento - Laura Boldrini ha poi voluto spiegare ulteriormente il suo gesto, commentando il ruolo controverso che possono assumere i social network: "Le piattaforme digitali hanno potenzialità positive enormi, giocano un ruolo importante nella democrazia, per questo mi dispiace vederle inquinate da tanto odio e tante menzogne. Io ho preso querele su dichiarazioni false che mi sono state attribuite, delle vere bufale, è folle".

 

I precedenti - Da quando è alla guida della Camera, Laura Boldrini è stata più volte bersaglio di attacchi a sfondo sessista da parte dei suoi avversari e oppositori politici. A luglio Matteo Salvini, leader della Lega Nord, dal palco di un comizio in provincia di Cremona, l’ha paragonata a una bambola gonfiabile. Nel 2014 Beppe Grillo ha diffuso un video girato da un attivista in un’auto, con accanto la sagoma di Laura Boldrini, accompagnato dal commento: “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. E ancora, l’allora capo della comunicazione del M5S, Claudio Messora, aveva scritto: “Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio”.

Leggi tutto