Cuperlo, ok a intesa su Italicum. Berlusconi: "No al referendum"

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L’ex presidente del Partito Democratico ha detto sì all’accordo per rivedere la legge elettorale dopo il voto del 4 dicembre. No di Roberto Speranza. A Roma il centrodestra organizza il convegno ‘Noi no’, Berlusconi: “Chi sta a casa fa un regalo al premier”

Nel giorno in cui il referendum costituzionale si prende la scena alla Leopolda, e gli antagonisti si scontrano con la polizia a Firenze per contestare Renzi, arriva l’ok di Gianni Cuperlo all’accordo sull’Italicum. L’ex presidente del Partito Democratico ha detto sì al testo che impegna il Pd a una verifica della legge elettorale dopo il voto del 4 dicembre. Sono tre i punti che verranno riconsiderati: il premio di lista, il ballottaggio e la modalità di espressione degli elettori per la scelta degli eletti.

 

Cuperlo: un passo avanti - “Ho sottoscritto il documento perché contiene un passo avanti”. Con queste parole Gianni Cuperlo ha motivato il suo sì all’accordo: “So che l’intesa raggiunta non ricompone la frattura consumata nella sinistra, ma io ho lavorato per ridurre quella forbice”. Una scelta accolta con favore dall’attuale presidente del Pd Matteo Orfini che, su Twitter, ha detto: “Abbiamo raggiunto un buon accordo sulle modifiche all’Italicum. Grazie a tutti quelli che non si sono rassegnati e hanno lavorato per l’unità”.

 

 

Speranza: non è abbastanza – Il nuovo accordo ha però ricevuto l’alt del leader della minoranza del Pd Roberto Speranza: “Il documento non guarisce la ferita aperta – ha detto il deputato – serve una nuova legge, non una traccia di intenti generica e ambigua che non cambia le cose”.

 

A Roma centrodestra per il No – Il centrodestra, invece, si è riunito in un convegno unitario dal nome “Noi No”. Silvio Berlusconi è intervenuto alla kermesse con un video messaggio: “Renzi deve stare attento con le regole che ha studiato per se stesso, perché così chiunque vince, anche Grillo, si trova il Paese in mano senza limiti allo strapotere”. L’ex cavaliere ha invitato tutti gli elettori di centrodestra a “votare No e convincere gli incerti dicendo che stando a casa si fa un regalo a Renzi e al Pd”.

 

 

 

Zagrebelsky: “Questo clima nemmeno nel ‘46” – E al termine della dura giornata di confronto politico è arrivato anche il commento di Gustavo Zagrebelsky che, ospite del congresso di Magistratura democratica per il no al referendum, ha invitato tutti ad abbassare i toni: “Io che sono anziano non ricordo un voto in un clima come questo, nemmeno quello del 2 giugno del 1946 aveva spaccato così il Paese”.

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