Renzi: "La manovra non cambia, a Ue non abbiamo chiesto flessibilità"

1' di lettura

Il presidente del Consiglio fa il punto dopo il Consiglio europeo di Bruxelles. "Non abbiamo parlato di legge di Bilancio”. E precisa: "L'Italia invoca solo circostanze eccezionali per terremoto e immigrazione"

"Non abbiamo discusso di Legge di bilancio, ma voglio chiarire che non abbiamo chiesto la flessibilità, perché la flessibilità viene concessa una sola volta: ciò che abbiamo chiesto sono clausole eccezionali dei trattati per il terremoto e l'immigrazione. Ove ci fossero dei dubbi toccherebbe all'Unione Europea dire cosa non convince". Matteo Renzi fa il punto da Bruxelles al termine del vertice europeo e ribadisce la linea: "La sostanza delle misure della legge di stabilità non cambiano".

 


 

La manovra non cambia -  Lo aveva già ribadito in mattinata anche ai microfoni di Rtl 102.5; la Ue può scrivere tutte le lettere che vuole e chiedere informazioni, in ogni caso la Legge non subirà cambiamenti. "Questa manovra -  rivendica il premier - ha il deficit più basso degli ultimi dieci anni. Gli sforzi li stiamo facendo e vogliamo dare un segnale ai cittadini non alle tecnocrazie di Bruxelles".

 

Nessun bilaterale Renzi-Juncker – Le parole di Renzi arrivano il giorno dopo la smentita di un bilaterale con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che, secondo indiscrezioni, si sarebbe dovuto tenere al termine del vertice europeo e avrebbe dovuto avere al suo centro la manovra. Compreso il nodo migranti. "Mi aspetto una procedura di infrazione per i paesi che non stanno rispettando gli impegni sull'immigrazione" afferma il presidente del Consiglio, e non verso l'Italia, che ha il deficit più basso dai tempi del governo Prodi, mentre" la Francia sta al 3% e la Spagna al 5%". 

 

Modello Obama ha funzionato, austerity Ue no – Da Bruxelles Renzi lancia poi una stoccata all’Unione europea. "Vogliamo cambiare le regole, ma finché non vengono cambiate le rispettiamo -  assicura, per poi fare una precisazione  - Crediamo sia un errore la cultura dell'austerity che sta continuando a fare male all'Europa. Il modello Obama ha funzionato negli Usa, il modello dell'austerity dell'Europa no.

 



 

Equitalia e referendum -  Tornando alle polemiche tutte italiane, invece, il capo di governo torna a difendere la norma della manovra su Equitalia e ribadisce che non si tratta di “nessun condono: chi ha preso la multa la deve pagare". E aggiunge: "Eliminiamo un meccanismo che era punitivo per il cittadino. Basta con Equitalia come 'killer' dei cittadini, deve essere un consulente". Non risparmia poi una battuta agli oppositori politici dopo la decisione del Tar che ha respinto il ricorso sul quesito referendario. “I grandi professori del comitato del No hanno perso anche lì. Ora andiamo al merito”.

Leggi tutto