Bersani: “Pd è casa mia, solo l'esercito può farmi uscire”

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L'ex segretario parla dopo la direzione Pd di ieri, dove la minoranza è stata accusata di essere disposta a spaccare il partito pur di non vedere approvata la riforma costituzionale. Renzi: "Se la minoranza non si fida voti no"

“Dalla direzione di ieri emerge come si voglia tirare dritto sulle riforme, senza un vero confronto. Ma lo faranno senza il mio Sì”. Con queste parole l’ex segretario del Partito Democratico ha commentato alla Camera la riunione del Pd svoltasi lunedì per discutere del referendum (LO SPECIALE) e dell’Italicum. Bersani ha poi voluto specificare come “nessuno possa mandarmi fuori dal Pd, è casa mia. Solo la Pinotti con l’esercito potrebbe farlo”. Una presa di posizione che arriva dopo le insistenti voci di scissione della minoranza per sostenere le ragioni del No al referendum.

Speranza: "No a scissione" -  L'ipotesi di spaccatura al'interno del partito viene oggi respinta anche dall’ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza: “Ci possono essere visioni diverse nel partito, ma l’idea di una fuoriuscita non esiste”. 
Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda definisce l'eventuale scissione una follia: “I discorsi sentiti ieri erano appassionati, sui giornali oggi c’è una visione molto più drammatica della direzione. Ci sono importanti aperture del premier a cambiare la legge elettorale”. Il presidente del Pd Matteo Orfini ha invece dichiarato che “il partito ha fatto un passo avanti importante che permetterà di proseguire la sua campagna referendaria in un clima più sereno e ancora più unitario”.

 

 

Renzi: "Se minoranza non si fida voti No" -  Il premier, intanto, interpellato sulle polemiche interne al Pd, ha voluto mandare un messaggio chiaro: “La minoranza? Per favore parliamo di cose serie”. In serata poi il premier ha ribadito che "questo referendum non riguarda il Pd". E poi aggiunge, "io rispetto tutti, ieri ho fatto contronatura anche una proposta di mediazione ulteriore" sull'Italicum. Ma se nella minoranza chiedono l'accordo prima del 4 dicembre e non si fidano "va tutto bene ma se non si fidano fanno bene a votare No. Se hai cambiato idea avrai i tuoi motivi io da segretario faccio di tutto per tenere tutti in squadra. Ma siamo un partito democratico e meno male". 

 

Onida contro il quesito - Il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, insieme alla professoressa Barbara Randazzo, ha presentato due ricorsi con i quali impugna il quesito referendario. La richiesta di rinvio alla Consulta si baserebbe sul fatto che in un'unica domanda sulla scheda vengono sottoposti agli elettori una pluralità di argomenti eterogenei.

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